T19 Il ritorno dalla Bitinia

  • tratto da Liber, carme 46 [ITALIANO]

Il carme si riferisce al viaggio di ritorno dalla Bitinia nella primavera del 56 a.C. (vedi T18). All'entusiasmo per il viaggio, durante il quale Catullo può visitare alcune città dell'Asia, si accompagna il dispiacere di lasciare il gruppo di amici con cui aveva condiviso l'esperienza.

Già la primavera riporta il tepore e la fine del gelo,
la tempesta dell'equinozio tace al soffio lieto di Zefiro.1
Lascia la Frigia,2 Catullo,
i campi della calda Nicea,3
5 voliamo alle città illustri dell'Asia.
Già la mente anticipa il desiderio del viaggio,
già i piedi acquistano forza e slancio.
Addio, compagnie dolci di amici:
alla casa che un tempo avete lasciato, lontana,
10 vi riportano, insieme, le vie più varie e diverse.

(trad. G. Paduano)

1. la primavera… Zefiro: il riferimento cronologico alla primavera è accompagnato dal dettaglio meteorologico della frequenza di tempeste e burrasche in questa stagione dell'anno.
2. Frigia: si tratta della Phrygia minor, provincia vicina alla Bitinia, che indica per metonimia*.
3. Nicea: una delle città più importanti della provincia, insieme a Nicomedia.

ANALISI DEL TESTO

Il ritorno tra entusiasmo e addii

Al ritorno della primavera (Iam ver egelidos refert tepores, / iam caeli furor aequinoctialis / iocundis Zephyri silescit aureis, vv. 1-3 del testo latino), il poeta si appresta a lasciare Nicea, in Bitinia, per dirigersi alle città della costa occidentale dell'Asia Minore (vv. 4-6). La circostanza suscita in lui due emozioni diverse: il desiderio di viaggiare, legato al ritorno alla vita primaverile (Iam mens praetrepidans avet vagari, / iam laeti studio pedes vigescunt, vv. 7-8), come suggerisce la ripresa dell'anafora* di iam presente già ai vv. 1-2; e il pensiero di doversi separare dagli amici che, come lui, si accingono a tornare a casa, ma ciascuno per vie diverse: diversae variae viae reportant (v. 11), dove è da notare la concentrazione di figure di suono (consonanza*: diversae variae; allitterazione*: diversae variae viae; assonanza*: diversae variae viae), a dare così il massimo rilievo alla chiusa.
Leggendo e analizzando altri carmi catulliani (vedi T14 e T18) è emerso come il tema del viaggio in Oriente si leghi spesso al riferimento, implicito o esplicito, all'epos omerico; anche in questo caso, l'immagine dei compagni che, lontani da casa (longe… a domo profectos, v. 10), si apprestano a ritornare in patria, ciascuno seguendo un proprio percorso, non può non evocare il ricordo dei nòstoi (i "ritorni") degli eroi greci che avevano combattuto la guerra di Troia: ciascuno di loro aveva dovuto affrontare una serie di peripezie e, non di rado, di tragedie prima di poter fare ritorno alla propria città.