Fino a noi

Il topos del ritorno a casa

Il tema del ritorno (nòstos in greco) costituisce uno dei motivi più presenti nella letteratura occidentale. Infiniti sono i possibili esempi che mostrano l'influenza dell'archetipo pagano del nòstos di Ulisse, dall'Ulisse di James Joyce (1882-1941) alla celebre poesia di Konstantinos Kavafis (1863-1933), Itaca. Ma un ruolo di rilievo per la costruzione di questo motivo letterario è dato anche dai testi giudaico-cristiani, e quindi dal tema veterotestamentario del ritorno alla Terra Promessa o dalla parabola del figliol prodigo nel Nuovo Testamento: essi hanno favorito lo sviluppo del tema della vita come viaggio alla scoperta di sé e quindi come ritorno alla propria autentica natura umana.

Ti presentiamo di seguito gli stralci di tre testi, diversi tra loro, ma tutti incentrati sul tema del ritorno.

Il primo (Lisbon Revisited) è del poeta portoghese Fernando Pessoa (1888-1935), che nacque a Lisbona ma visse gran parte della sua giovinezza lontano, per poi tornarvi definitivamente solo nel 1905:

Di nuovo ti rivedo,
città della mia infanzia paurosamente perduta…
Città triste e allegra, dove sogno una volta ancora…
Io? Ma sono io lo stesso che qui vissi e qui tornai,
e vi continuai a tornare e a tornare,
e di nuovo a tornare e a tornare?
Oppure noi siamo tutti gli Io che qui abitai [o abitarono,
una serie di perle-enti legate da un filo-memoria,
una serie di sogni di me fatti da qualcuno fuori di me?

(F. Pessoa, Poesie di Álvaro de Campos, trad. A. Tabucchi, Adelphi, Milano 1993)

Il tema del ritorno nella città in cui si è stati bambini è connesso qui con quello del tempo, che rende impossibile tornare davvero nello stesso posto che abbiamo lasciato.
Il secondo testo è tratto dalla poesia Lucca di Giuseppe Ungaretti (1888-1970). Il poeta, nato in Egitto, ha vissuto il rapporto con la patria (il luogo natìo dei suoi genitori) come il desiderio del ritorno in una terra promessa, della quale si dice però significativamente che «la meta è partire», un'espressione paradossale che rappresenta efficacemente la difficoltà per il poeta, che si percepisce come "errante", di rappresentarsi una patria:

A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario,
[mia madre
ci parlava di questi posti.
La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.
La città ha un traffico timorato e fanatico.
In queste mura non ci si sta che di passaggio.
Qui la meta è partire.

(G. Ungaretti, Vita d'un uomo. Tutte le poesie, a cura di C. Ossola, Mondadori, Milano 2020)

Il motivo del viaggio come occasione di esperienza e conoscenza del proprio io più profondo è presente anche nella canzone Oriente del cantautore romano Niccolò Fabi (dall'album Novo Mesto del 2006), l'ultimo testo che ti proponiamo. La partenza verso l'esterno prevede un ritorno al proprio io, che porta a riconoscerci come uomini, non più distanti gli uni dagli altri perché accomunati dalla speranza e dalla natura di semplici abitanti del mondo:

Oriente
Si parte per conoscere il mondo
si torna per conoscere sé stessi
il confine è così labile
le speranze si assomigliano
non siamo che abitanti
solamente


Fotografia a colori di una strada urbana in pendenza attraversata da binari del tram nel quartiere dell’Alfama a Lisbona. In primo piano avanza un tram giallo su rotaia, ripreso frontalmente, con il numero di linea indicato sulla parte superiore. La strada è fiancheggiata da edifici storici a più piani, con facciate chiare, balconi e finestre. Ai lati del marciapiede sono presenti paletti e ringhiere metalliche. Sullo sfondo si intravedono i campanili di una chiesa, mentre il cielo è chiaro con alcune nuvole.
Uno scorcio dell’antico quartiere di Alfama a Lisbona.