T20 Il vascello a riposo

  • tratto da Liber, carme 4 [ITALIANO]

In questo notissimo carme dedicato alla celebrazione dei viaggi di una nave in disarmo, Catullo mescola la descrizione di itinerari lontani, la presenza del mito e dei dettagli eruditi, e l'utilizzo di un tono leggero e giocoso. Ci racconta così la storia di un vascello inarrestabile che ha compiuto un viaggio molto simile a quello del poeta e che alla fine, giunto alla "vecchiaia", può finalmente riposare.

Il vascello1 che voi, visitatori,2 avete avanti agli occhi
dice che fu la più veloce fra le imbarcazioni,
mai si lasciò superare dall'abbrivo
di qualche altro fasciame galleggiante, sia che con i remi
5 ci fosse da sfiorare le acque sia con la vela.
Non osano negarlo le sponde del mar Adriatico
in piena tempesta,3 le isole Cicladi,4
la rinomata Rodi,5 la Propontide tracia6 dai brividi di freddo,
e il racchiuso mar Nero inospitale,
10 dove questo, che poi fu vascello, era prima
una foresta frondosa, tanto che spesso
sulla catena del Citóro7 sibilò con la voce delle fronde.
O Amastri sul mar Nero,8 o tu Citóro fertile di bossi,9
il vascello dice che tutto ciò ti fu
15 e ti è ben noto: dai tempi più remoti
– dice – si aderse sulla tua vetta,
e nelle tue acque bagnò i remi;
di là, attraverso tanti stretti burrascosi,
portò il suo padrone,10 sia che il vento lo spingesse a destra

1. vascello: il termine latino impiegato è phaselus, un'imbarcazione utilizzata sia in Egitto sia in Campania. È un vascello la cui forma ricorda quella di un fagiolo (infatti phaselus in latino e phàselos in greco significano proprio "fagiolo"). Alcuni hanno ipotizzato che Catullo stia parlando della nave che ha condotto lui stesso nel viaggio di ritorno in Italia dalla Bitinia.
2. visitatori: ci sono molte incertezze sull'identità dei personaggi rappresentati nel carme. Un'ipotesi molto accreditata è che a parlare sia Catullo stesso e che gli ospiti siano i suoi amici che lo accolgono al ritorno, con tutta probabilità, dal viaggio in Bitinia.
3. le sponde… in piena tempesta: l'Adriatico è definito così perché è colpito dal vento di Bora. Il viaggio del vascello viene raccontato a partire dalla destinazione (le località sul mar Adriatico) per arrivare poi ai luoghi d'origine (la Paflagonia, parte dell'attuale Turchia).
4. le isole Cicladi: arcipelago di isole greche nel mar Egeo.
5. Rodi: isola greca nel mar Egeo.
6. la Propontide tracia: l'attuale mar di Marmara, tra il mar Egeo e il mar Nero.
7. Citóro: monte della Paflagonia che si ergeva alle spalle di una cittadina dallo stesso nome.
8. Amastri sul mar Nero: città della Paflagonia.
9. fertile di bossi: il bosso era un arbusto che forniva un particolare tipo di legname. La menzione di questa pianta può far pensare all'inserimento, da parte di Catullo, di un dettaglio erudito, finalizzato a sottolineare la propria conoscenza delle caratteristiche specifiche dei luoghi. Poiché il legno di bosso è anche utilizzato per ricavare utensili e piccoli oggetti, ma non navi vere e proprie, alcuni studiosi hanno ipotizzato che il vascello di cui si sta parlando nella poesia sia un modellino creato e mostrato agli ospiti per ricordare la nave originale. In latino Catullo usa il termine buxifer, probabilmente di sua invenzione e non presente in nessun altro autore della letteratura latina classica.
10. il suo padrone: non è chiaro chi sia il proprietario: l'ipotesi più accreditata è che si tratti di Catullo stesso, ma il termine potrebbe anche riferirsi a un diverso proprietario della nave oppure al nocchiero.