Ma perché, abbandonando il mio primo canto, dovrei
narrare come la figlia fuggì allo sguardo del padre,
all'abbraccio della sorella e perfino della sua mamma,
che in lei riponeva, infelice, ogni sua gioia,
120 a tutto questo preferì il dolce amore di Teseo:1
o come arrivò sulla nave alla spiaggia schiumante dell'isola Dia,2
o come, mentre i suoi occhi erano incatenati dal sonno,
il marito dimentico se ne andò abbandonandola?
Raccontano che spesso, delirando nel cuore innamorato,
125 emise dal profondo del petto alte grida
e salì angosciata sulla cima di monti scoscesi,
da cui aguzzava lo sguardo sulla vastità desolata
del mare, e poi correva incontro alle onde vibranti,
sollevando le vesti sulle gambe nude,
130 e diceva in un disperato lamento,
col viso umido, mandando freddi singhiozzi:
«Traditore,3 mi hai rapita dal focolare paterno
per abbandonarmi su una spiaggia deserta, Teseo?
Così te ne vai, disprezzando la maestà degli dèi,
135 e porti in patria questo orrendo spergiuro?
Niente ha potuto piegare il tuo disegno crudele,
nessuna clemenza ha spinto il tuo cuore spietato
ad aver compassione di me? Non era questa
la dolce promessa che mi hai fatto un giorno,
140 la speranza che hai fatto credere a me infelice:
erano nozze liete e desiderate,
che adesso il vento distrugge e lacera.4
IPSE DIXIT
Sicine me patriis avectam, perfide, ab aris, / perfide, deserto liquisti in litore, Theseu? / Sicine discedens neglecto numine divum / immemor a! devota domum periuria portas?