LA VITA
Gaio Valerio Catullo nasce a Verona, in Gallia Cisalpina, nell'84 a.C. e muore a trent'anni nel 54 a.C. I pochi dati certi sulla sua vita si ricavano dalla sua opera: vi si apprende che ha vissuto tra Roma – almeno dal 66 al 65 a.C. – e Verona, la città natale che però considera una città provinciale e scomoda, perché lontana da libri e amici. Dai suoi carmi si apprende inoltre di un suo viaggio in Bitinia, nel corso del quale visita alcune città dell'Asia Minore e si ferma presso la tomba del fratello, sepolto nella Troade. Centrale nella sua vita è certamente l'amore – potente e atroce al tempo stesso – per Lesbia, un nome fittizio dietro il quale si ritiene si celi una donna reale di nome Clodia, moglie di Quinto Cecilio Metello. Si lega d'amicizia con esponenti del circolo neoterico, in particolare con i poetae novi Elvio Cinna e Licinio Calvo.
IL LIBER
I carmina di Catullo sono stati tramandati in una raccolta di 113 componimenti. Questo corpus viene definito libellus, "libretto", dallo stesso poeta nel carme dedicatorio (carme 1). Il Liber si può suddividere in tre sezioni in base a criteri metrici e formali: le nugae (da 1 a 60), "bazzecole" di argomenti e metri vari; i carmina docta (da 61 a 68), di tono elevato e ispirazione alessandrina; gli epigrammata (da 69 a 116), in distici elegiaci e di argomenti vari.
Nelle nugae e negli epigrammata il tema prevalente è la vicenda d'amore con Lesbia, ma emerge anche l'affetto doloroso verso il fratello morto prematuramente; vi sono trattati anche i temi dell'amicizia, quelli legati alla poesia – con dichiarazioni di poetica e polemiche letterarie – e alla vita quotidiana a Roma. I carmina docta sono componimenti di spessore più elevato, intrisi di dottrina e dalla forma molto curata: poesie d'occasione, epilli, elegie.
LO STILE
L'ideale poetico che Catullo condivide con i poetae novi è basato sulla raffinatezza formale e sulla scelta di temi intimi e personali, arricchiti dalla doctrina, ovvero dalla presenza di elementi di grande erudizione, attraverso i quali si può cogliere una fine allusione ai modelli letterari greci e in particolare alla poesia alessandrina.
Gli elementi principali della sua poetica sono la necessità di una estrema cura formale, il labor limae; la destinazione universale dell'opera, che, pur rivolta a una cerchia ristretta di lettori colti, deve arrivare oltre i confini dello spazio e del tempo; la brevĭtas, ovvero la dimensione ridotta dei testi, che permette di equilibrare al meglio dottrina e raffinatezza di stile.