percorso tematico L amore UNA PASSIONE DISTRUTTIVA Il tema della passione amorosa emerge con prepotenza nella poesia del I secolo a.C., dove viene rappresentata soprattutto in termini negativi e persino distruttivi, come una condizione che fonte quasi soltanto di angoscia e sofferenza, e dalla quale tuttavia impossibile liberarsi. Nel rapporto tra Catullo e Lesbia, in particolare, si incontra la massima espressione di tale concezione dell amore, con il poeta che dedica tutto s stesso alla donna amata, ma ne ripagato con continue delusioni e tradimenti, i quali a loro volta non fanno altro che aumentare la sua passione, diminuendo, per , allo stesso tempo l affetto e la stima per la donna amata: quod amantem iniuria talis / cogit amare magis, sed bene velle minus («perch una tale ingiuria costringe chi ama ad amare di pi , ma a voler bene di meno», 72, 7-8). Questa forma distruttiva di amore pu trovare forse una conversione parzialmente positiva soltanto dopo la morte di uno dei due amanti, quando la passione (amare) pu lasciare posto a un affetto (bene velle) ormai rasserenato, o comunque lontano dai tumulti di un legame tormentato, vissuto giorno per giorno. 326 La concezione pessimista del sentimento amoroso sar ereditata dalla prima generazione dei poeti elegiaci e, in particolare, da Properzio (ca 47-14 a.C.), che nei quattro libri delle sue elegie rappresenta anche lui il proprio amore per Cinzia come un legame che fa soprattutto soffrire, ma del quale il poeta non riesce a fare a meno (tanto che la donna amata torner a tormentarlo nei sogni anche dopo essere morta). TRA GIOCO E ISTITUZIONE L amore, tuttavia, pu essere anche qualcosa di diverso da una passione tormentata: pu essere, al contrario, una forma di gioco. questa l intuizione di un poeta elegiaco pi tardo, Ovidio (43 a.C.-17 d.C.), il quale, a differenza dei predecessori, vissuti nei decenni delle guerre civili, compone le sue opere nella pacificata e prospera (bench meno libera) et augustea. Soprattutto nelle elegie degli Amores e nei precetti dell Ars amatoria, Ovidio descrive il corteggiamento come un lusus, un divertimento cui dedicarsi con leggerezza e senza angosce, anzi, come una sorta di gioco delle parti nel quale vince chi pi abile a interpretare un ruolo.