3. Le forme preletterarie I carmina Caratteristiche formali dei : lingua stilizzata e formulare carmina Tra le numerose forme di espressione che potremmo definire preletterarie, spiccano alcuni testi, tramandati prevalentemente per via orale, che sono caratterizzati da una . Questi testi, detti (dal verbo , “cantare”), sono anonimi, in quanto voce non di una singola individualità artistica (vale a dire un letterato di professione), bensì di un’intera comunità, che li impiega sia nella sfera politica e sociale sia nella dimensione sacra e rituale. Le fonti applicano la definizione di a testi di natura ben diversa, ma ciò per cui esso si distingue dalle altre forme di comunicazione è la forte , che si presenta estremamente semplice e scandito da una forte tessitura ritmica, attraverso l’uso costante di figure di suono (allitterazioni, assonanze, consonanze, onomatopee, talora rime), parallelismi di membri di frasi, anafore, omeoteleuti, figure etimologiche, chiasmi. Il è inoltre ricco di , parole costantemente unite (per esempio, nome + epiteto) in determinate sedi della frase. L’essenzialità del testo e il ritmo non solo aiutano a fissare facilmente nella memoria i , ma conferiscono loro anche un’autorevolezza sacrale, tipica delle formule magiche. prosa ritmica carmina cano carmen stilizzazione del testo carmen formule carmina Il saturnio Tra le diverse forme metriche importate dalla Grecia, l’unico verso indigeno utilizzato dai primi abitanti del Lazio (definito, con allusione alla sua storia mitica, , la terra dove il dio Saturno aveva trovato riparo dopo essere stato spodestato dal figlio Giove) è il (o ). Secondo gli studi più recenti, esso si definisce come un , il secondo dei quali meno lungo del primo, inframmezzati da una breve pausa detta dieresi. Va comunque tenuto presente che la natura del saturnio è fortemente incerta. Saturnia tellus saturnio faunio metro quantitativo costituito da due membri ( ) cola Contenuti e tipologie di carmina Il contenuto veicolato da un è vario, per cui il termine ha un’ : esso infatti può indicare una preghiera (privata o di un collegio sacerdotale), un’invocazione, un vaticinio, un incantesimo propiziatorio o apotropaico, una maledizione, un divieto rituale, un giuramento, un canto militare, una legge, ma anche un proverbio, una filastrocca, una ninnananna, un lamento funebre ( ). Della produzione preletteraria rimangono frammenti a noi noti grazie alle testimonianze e alle citazioni di autori posteriori, i quali probabilmente nel tramandarli hanno apportato alcuni “ammodernamenti” agli originali. carmen ampia estensione semantica nenia CARMINA Testi anonimi tramandati per via orale Prosa ritmica e ricca di figure di suono e di formule Il termine racchiude tipologie di testi molto diversi carmen di carattere religioso e rituale Carmina Poco rimane di alcuni canti religiosi eseguiti in occasione di riti pubblici annuali, come il e il , legati alle attività pubbliche, rispettivamente belliche e agricole. Il , di cui si hanno frammenti tramandati dagli eruditi antichi, è un , durante i rituali praticati in onore di Marte e Quirino a marzo e a ottobre, in corrispondenza dell’apertura e della chiusura delle attività belliche. Il è invece la preghiera intonata dai sacerdoti Arvali ( ) in occasione degli ( ), allo scopo di purificarli dagli influssi maligni. carmen Saliare carmen Arvale carmen Saliare inno cantato dai Salii, un collegio sacerdotale di giovani patrizi carmen Arvale Fratres Arvales , una sorta di danza intorno ai campi coltivati Ambarvalia arva