L autore Lucrezio 2. Il De rerum natura Contenuto e scopo del poema Circa 7400 esametri compongono i sei libri del De re- DE RERUM NATURA ha avuto modo di rivederla definitivamente (una spia significativa in questo senso un poema in sei libri di esametri rum natura, unica opera pervenutaci di Lucrezio, il quale con ogni probabilit non la promessa, pronunciata nel quinto libro, al verso 155, di una trattazione diffusa sugli d i cui per il testo, nella forma a noi pervenuta, non d seguito). La data di composizione ignota; il riferimento a un momento difficile per la patria (patriai tempore iniquo, I, 41) si accorda con molte fasi delicate della vita politica di Roma in tutta la met del I secolo a.C. e non permette una collocazione temporale pi precisa. Gli obiettivi del poema sono l esposizione della dottrina di Epicuro e la conver- sione del lettore a quest ultima. L epicureismo propugnato come l unica filosofia in grado di far conseguire il fine ultimo dell esistenza: l atarassia, uno stato di tran- Si propone di esporre i princ pi della dottrina epicurea e di convertire il lettore a essa Proclama l atarassia come fine ultimo dell esistenza quillit e di mancanza di dolore ( p. 342). Lo strumento attraverso il quale l umanit pu raggiungere tale condizione la conoscenza delle leggi naturali che regolano l universo, escludono completamente il ruolo degli d i in esso e dimostrano l impossibilit di una punizione ultraterrena. A essere negata non l esistenza delle divinit , ma il loro interesse per le faccende degli esseri umani. Il progetto di Lucrezio L aspirazione a una vita ritirata Esistono oggettive difficolt nel rapporto tra la lezione epicurea e la struttura della societ romana del I secolo a.C.; due, soprattutto, sono i punti di frizione pi acuta. In modo non dissimile da quasi tutte le scuole filosofiche ellenistiche, l epicureismo tesse le lodi della vita ritirata, lontana dalla politica (un famoso precetto di Epicuro consigliava di tenersi lontani e isolati dalla vita politica: l the bi sas, vivi nascosto ); pi di altre correnti, quella epicurea radica questo messaggio nella natura stessa dell umanit e indica una impossibilit letteralmente fisica di conciliare l interesse per concetti vani (come appunto l ambizione politica, il successo, la gloria, la ricchezza) con la ricerca appassionata della vera via , la salvezza, rintracciabile, secondo Epicuro e Lucrezio, nel soddisfacimento delle necessit materiali e nel raggiungimento dell atarassia (l imperturbabilit propria del saggio). Gi Epicuro, tuttavia, osservava che meglio rendersi attivi in politica che assoggettarsi a I PRINC PI DELLA FILOSOFIA EPICUREA Promuove il distacco dalla vita politica, a eccezione di casi di estrema necessit La vera felicit risiede nell atarassia Le divinit sono esseri beati indifferenti alle vicende dei mortali un re cattivo, una lezione che Lucrezio sembra aver fatto sua nel momento in cui sceglie di dedicare l opera a un uomo politico come Memmio e di suggerirgli di intervenire in aiuto della res publica in un momento di particolare difficolt . L assenza degli d i nel mondo A questa dimensione privata della dottrina epicurea che non vuol dire misantropica: l amicizia resta anzi un valore cardine si adegua anche il sentimento religioso, che costituisce il secondo punto di frizione rispetto alla cultura romana. Epicuro e il suo discepolo non negano l esistenza degli d i, ma ridicolizzano l idea che essi governino la natura e siano arbitri delle vicende umane. Nei confronti delle divinit il saggio epicureo potr provare il sentimento ri- spettoso e distaccato che si prova per un modello astratto di perfezione e felicit , ma non dovr chiedere loro un aiuto: tali entit , proprio perch eternamente felici e totalmente al riparo dagli affanni dei mortali, non potrebbero mai fornirlo. Se si riflette sull importanza della struttura religiosa tradizionale nell impianto complessivo della societ romana, risulta evidente che il poema di Lucrezio propu- 343