4. L’ellenizzazione della cultura romana Le conquiste romane del III e II secolo a.C. hanno delle conseguenze di portata incommensurabile non solo in ambito sociale ed economico, ma anche sul piano culturale: dalla Magna Grecia e dall’Oriente affluisce a Roma, per lo più come bottino di guerra, una grande quantità di , ma insieme a queste si trasferiscono anche numerosi artisti greci, in cerca della protezione delle famiglie nobili romane. La loro presenza stimola un intenso della città e una considerevole (pittura, scultura, architettura); inoltre, si diffondono provenienti dalla Grecia e dall’Oriente, alcuni dei quali, come quello di Cìbele, la , sono accolti ufficialmente, mentre altri, come i Baccanali celebrati in onore di Dionìso, si scontrano con l’opposizione della classe dirigente conservatrice. Anche la e le (la medicina, in primo luogo) non sono in un primo momento accolte positivamente, perché giudicate troppo sovversive della moralità tradizionale, ma iniziano gradualmente a farsi strada nei circoli intellettuali nobiliari. Ma è soprattutto nel campo letterario che l’influenza greca si fa maggiormente sentire, poiché sono proprio dei provenienti, nella maggior parte dei casi, dalla Magna Grecia a dare inizio alla letteratura latina, adattando i generi e le opere della letteratura greca alla lingua e alla cultura romana. Insomma, benché inizialmente contrastato dall’ala conservatrice della nobiltà romana (alla cui guida si pone, in particolare, Catone il Censore, vedi p. 56), ha ora inizio quel lungo processo di che svolge un ruolo fondante per la costruzione della cultura latina. Come scriverà in età augustea il poeta Orazio, «La Grecia conquistata conquistò il feroce vincitore e introdusse le arti nel Lazio agreste» ( II, 1, 156-157). opere d’arte sviluppo edilizio fioritura delle arti nuovi culti religiosi Magna Mater filosofia scienze poeti immigrati ellenizzazione della civiltà romana Epistole Manufatto originario della colonia greca di Taranto raffigurante una coppia danzante, II sec. a.C. 5. La nascita della letteratura latina: i generi delle origini La maturità culturale dei primi autori latini La , nonostante si sia già espressa in tutte quelle forme definite dai moderni “preletterarie” (vedi par. 3), . La produzione letteraria dei Greci fornisce infatti alla nobiltà romana degli schemi ai quali adattare la celebrazione delle proprie gesta: Livio Andronico traduce l’ ; Nevio nel ed Ennio negli adottano la forma del poema epico per raccontare la storia di Roma; gli autori di tragedie (Livio Andronico, Nevio, Ennio, Pacuvio) e di commedie (Plauto, Cecilio Stazio, Terenzio) rielaborano le opere dei grandi autori teatrali greci. A essere ripresi sono, dunque, i (come i poemi omerici) (come le tragedie attiche), e non quelli contemporanei ai primi scrittori latini (del periodo, quindi, ellenistico). Gli autori alessandrini*, tuttavia, esercitano un’enorme influenza sulla nascente letteratura latina con la loro concezione di un’arte elaborata, dotta, raffinata e autoconsapevole (tendente, cioè, a riflettere su sé stessa): come ha scritto il latinista Gian Biagio Conte, «i poeti che la tradizione classicistica (e, per altro aspetto, anche l’entusiasmo dei Romantici per la vitalità delle “origini”, rozze ma affascinanti) ci hanno abituato a considerare quasi dei primitivi, si rivelano all’indagine storico-letteraria artisti consapevoli, capaci di un rapporto stretto, ma non subalterno, con i modelli letterari greci […]. Artisti, cioè, capaci di apprendere e sviluppare in misura originale la lezione “moderna” degli Alessandrini». cultura letteraria latina nasce formalmente dall’incontro con la letteratura greca Odissea Bellum Poenicum Annales capolavori della letteratura greca arcaica e classica LETTERATURA DELLE ORIGINI I primi autori latini sono originari della Magna Grecia Essi recuperano dal mondo greco schemi su cui costruire le proprie opere I Romani comprendono il valore della cultura dei popoli sottomessi