BRANO CRITICO Italo Calvino Lucrezio maestro di leggerezza Nel 1985 lo scrittore Italo Calvino (1923-1985) era stato invitato a tenere delle lezioni presso la Harvard University; il tema era Six Memos for the Next Millennium (Sei proposte per il prossimo millennio). Mor per prima di concludere il saggio, comunque largamente compiuto e pubblicato in italiano con il titolo di Lezioni americane. Nella prima lezione, Leggerezza , Calvino riflette su un concetto centrale nella sua poetica: la ricerca della mobilit e della leggerezza dell immaginazione. Calvino individua questa tensione anche negli sviluppi della scienza contemporanea: dal DNA ai bits ai quark, «oggi ogni ramo della scienza sembra ci voglia dimostrare che il mondo si regge su entit sottilissime». In questa connessione tra campi diversi del sapere Calvino coglie la modernit di Lucrezio. Il De rerum natura di Lucrezio la prima grande opera di poesia in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo, percezione di ci che infinitamente minuto e mobile e leggero. Lucrezio vuole scrivere il poema della materia ma ci avverte subito che la vera realt di questa materia fatta di corpuscoli invisibili. 5 il poeta della concretezza fisica, vista nella sua sostanza permanente e immutabile, ma per prima cosa ci dice che il vuoto altrettanto concreto che i corpi solidi. La pi grande preoccupazione di Lucrezio sembra quella di evitare che il peso della materia ci schiacci. Al momento di stabilire le rigorose leggi meccaniche che determinano ogni evento, egli sente il bisogno di permettere agli atomi delle deviazioni imprevedibili dalla linea 10 retta, tali da garantire la libert tanto alla materia quanto agli esseri umani. La poesia dell invisibile, la poesia delle infinite potenzialit imprevedibili, cos come la poesia del nulla nascono da un poeta che non ha dubbi sulla fisicit del mondo. Questa polverizzazione della realt s estende anche agli aspetti visibili, ed l che ec- celle la qualit poetica di Lucrezio: i granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole 15 in una stanza buia (II, 114-124); le minute conchiglie tutte simili e tutte diverse che l onda mollemente spinge sulla bibula harena, sulla sabbia che s imbeve (II, 374-376); le ragnatele che ci avvolgono senza che noi ce ne accorgiamo mentre camminiamo (III, 381-390). Ho gi citato le Metamorfosi d Ovidio, un altro poema enciclopedico (scritto una cin- quantina d anni pi tardi di quello di Lucrezio) che parte, anzich dalla realt fisica, 20 dalle favole mitologiche. Anche per Ovidio tutto pu trasformarsi in nuove forme; an- che per Ovidio la conoscenza del mondo dissoluzione della compattezza del mondo; anche per Ovidio c una parit essenziale tra tutto ci che esiste, contro ogni gerarchia di poteri e di valori. Se il mondo di Lucrezio fatto d atomi inalterabili, quello d Ovidio fatto di qualit , d attributi, di forme che definiscono la diversit d ogni cosa e pianta 25 e animale e persona; ma questi non sono che tenui involucri d una sostanza comune che se agitata da profonda passione pu trasformarsi in quel che vi di pi diverso. [ ] Tanto in Lucrezio quanto in Ovidio la leggerezza un modo di vedere il mondo che si fonda sulla filosofia e sulla scienza: le dottrine di Epicuro per Lucrezio, le dottrine di Pitagora per Ovidio (un Pitagora che, come Ovidio ce lo presenta, somiglia molto a 30 Budda). Ma in entrambi i casi la leggerezza qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta, indipendentemente dalla dottrina del filosofo che il poeta dichiara di voler seguire. (I. Calvino, Lezioni americane, Mondadori, Milano 2019) Comprendere il PENSIERO CRITICO 1. In che modo, secondo Calvino, nel poema lucreziano si conciliano leggerezza e concretezza? 2. In che modo Lucrezio e Ovidio si confrontano con il tema della leggerezza? 408