La Pro Murena
Tra la prima e la seconda Catilinaria, nel novembre-dicembre del 63 a.C., Cicerone difende l'amico Lucio Licinio Murena, console designato per il 62 a.C., accusato di brogli elettorali dal rivale Servio Sulpicio Rufo, che si era appellato alla Lex Tullia de ambitu, con cui si inasprivano le pene per i colpevoli del crimine di corruzione nella competizione elettorale.
La Pro Archia poeta
Nel 62 a.C. Cicerone assume la difesa di Aulo Licinio Archia, un poeta greco originario di Antiochia di Siria, trasferitosi poi a Roma. Suo patrono è il generale Licinio Lucullo: Archia è al suo seguito nella spedizione contro Mitridate nell'87-86 a.C. e per lui compone un De bello Mitridatico. Dopo l'approvazione della Lex Papia, che mirava a espellere gli stranieri da Roma, il poeta viene accusato da un tale Grazio di usurpazione della cittadinanza romana. L'orazione, oltre alla confutazione delle inconsistenti accuse, contiene un appassionato elogio della letteratura e della poesia, essenza dell'humanitas (vedi p. 524).