Nel secondo libro si parla della , che può arrivare a spingere alla gloria (Cicerone aveva composto poco tempo prima un trattato autonomo, il perduto ), e del suo rapporto inscindibile con ciò che è onesto. Il terzo libro si sofferma sul conflitto tra l' e l' e dimostra che tale conflitto è solo apparente, perché . natura dell'utile De gloria honestum utile l'utile coincide sempre con l' honestum Le fonti Il tema del dovere era già stato sviluppato dalle scuole filosofiche greche, in particolare dallo stoico Panezio di Rodi nel trattato , che costituisce un modello per i primi due libri dell'opera ciceroniana; per il terzo libro Cicerone potrebbe essersi servito di Posidonio o essere pervenuto a un'originale conclusione personale dello svolgimento del tema. Sul conveniente Lo scopo pedagogico Nell'affrontare il problema dell'educazione (morale e politica) e della formazione di un , Cicerone, svelando la propria visione conservatrice e aristocratica, si propone di fornire al figlio un manuale sul sistema dei doveri ( ) improntati all' . Oltre allo scopo pedagogico personale, però, egli dichiara la propria aspirazione a che dopo la crisi avrebbe dovuto ricostituire lo Stato e che nel avrebbe potuto trovare un ideale di perfezione morale su cui fondare la convivenza civile. Lasciando un di opere filosofiche, Cicerone vuole offrire la a un'élite di giovani che possano a loro volta diffondere sani ideali anche tra gli altri. bonus civis officia honestum fornire una formazione politico-culturale alla giovane generazione De officiis corpus paidèia 6. L'epistolario Il delle epistole corpus L'epistolario ciceroniano consta di suddivise in quattro raccolte postume: 864 epistole sedici libri di , scritte fra il 68 e il 44 a.C. all'amico Tito Pomponio Attico (vedi T28, T30 e T31); Epistulae ad Atticum sedici libri di , scritte fra il 62 e il 43 a.C. a parenti (a Terenzia e ai figli è riservato l'intero libro XIV, vedi T27 e T29), ad amici (il libro XVI contiene le epistole al segretario Tirone), a uomini politici e comandanti più o meno illustri; una novantina sono lettere indirizzate a Cicerone da vari corrispondenti; Epistulae ad familiares tre libri di , scritte fra il 60 e il 54 a.C.; Epistulae ad Quintum fratrem due libri di , scritte fra l'aprile e il luglio del 43 a.C. a Marco Bruto, l'uccisore di Cesare. Epistulae ad Marcum Brutum Occasioni e destinatari Le lettere di Cicerone sono scritte . Nell'epistolario si distinguono lettere assolutamente private (non solo di tipo familiare) da lettere "aperte" (per lo più di argomento politico), destinate cioè alla lettura da parte non del solo destinatario, ma anche di altre persone. A quest'ultimo gruppo appartengono lettere in cui si espone il pensiero politico ( I, 9) o la condotta da tenere nel governo delle province ( I, 1), si analizzano le caratteristiche del genere storiografico ( V, 12) o si opera una classificazione del testo epistolare ( II, 4). per occasioni e in circostanze reali e indirizzate a destinatari reali Ad familiares Ad Quintum fratrem Ad familiares Ad familiares EPISTOLARIO Si compone di 864 lettere suddivise in quattro raccolte postume Contiene epistole reali indirizzate a veri destinatari Rappresenta un’importante fonte della storia tardorepubblicana, ma ha anche rilevanza letteraria e linguistica