Figure e strategie retoriche
Per ottenere il proprio scopo Cicerone fa ricorso a un'ampia serie di figure e di strategie retoriche: tra le prime possiamo ricordare il climax ascendente studium… morbum et insaniam… latrocinium (rr. 1-2) e l'iperbole per la quale nell'intera Sicilia nessun oggetto prezioso o artistico sarebbe stato trascurato da Verre (rr. 5-9). Tra le seconde, l'impiego di un dettato solenne (penditote, r. 3; scitote, r. 12) come forma di rispetto verso i giudici e l'affettazione di parlare in modo diretto (Latine, come dice alla r. 12; "oggettivo", diremmo oggi) e non accusatorio (accusatorie) proprio nel momento in cui si stanno pronunciando le accuse, che così vengono presentate già in partenza come dati di fatto.