118. Resipisce… pertimescam tuos
"Torna in te, ti prego, una buona volta": è questa l'esortazione di Cicerone ad Antonio. Resipisce: il verbo significa "ravvedersi, aprire gli occhi"; è incoativo di resipio (da re e sapio). quaeso: è il desiderativo di quaero ed è spesso usato come inciso ("per favore"). quibus ortus sis: lett. "da chi sei nato"; il complemento di origine è qui reso con il semplice ablativo. considera: regge le due precedenti interrogative indirette. non quibuscum vivas: "non [i compagni] con cui vivi"; Cicerone si riferisce alla gente di ogni risma di cui Antonio si circondava. mecum… in gratiam: "con me [comportati] come vorrai, ma riconciliati con lo Stato". Dopo mecum è sottinteso age; dopo voles, agere; altri invece intendono "riconciliati con me, quando vorrai, ma ora riconciliati con lo Stato", considerando sottintesa una seconda ripetizione di redi e attribuendo valore temporale a ut. Redire in gratiam cum aliquo significa "tornare in buoni rapporti con qualcuno".
de te… de me: l'antitesi dei pronomi personali tu ed ego (e dunque la contrapposizione tra Antonio e Cicerone) è sottolineata dal chiasmo (de te tu / ego de me) e dall'aggiunta di ipse. vidĕris: è seconda persona singolare del futuro anteriore; il futuro anteriore va qui inteso con valenza esortativa: "pensaci tu, sbrigatela tu". Video con de e l'ablativo significa "occuparsi di". Defendi… senex: l'antitesi tra il perfetto (Defendi) e il futuro semplice (desĕram) e tra gli aggettivi predicativi adulescens e senex esprime efficacemente l'orgogliosa affermazione da parte di Cicerone del proprio operato svolto a vantaggio della res publica e del popolo romano per una vita intera. contempsi… gladios: l'espressione è ripresa da Giovenale, Satira 10, 123: Antoni gladios potuit contemnere.
119. Quin etiam… mereatur
Quin… obtulerim: "anzi offrirei volentieri il corpo", cioè "sacrificherei volentieri la mia vita". Obtulerim è congiuntivo potenziale. si… potest: "se la libertà di Roma (civitatis) può essere subito ristabilita con la mia morte". Il verbo repraesento, che nel linguaggio commerciale significa "pagare subito, in contanti", assume qui il senso di "restituire, ristabilire". ut… partŭrit: "così che l'angoscia del popolo romano possa dare finalmente alla luce (aliquando… pariat) ciò che da tempo porta in grembo. Ut ha valore consecutivo-finale; il verbo parturio ha qui significato di "essere gravido (di qualcosa), portare in grembo". hoc ipso in templo: nel tempio della Concordia, dove il 5 dicembre del 63 a.C. (abhinc annos prope viginti, "circa vent'anni fa") Cicerone aveva convocato i senatori per discutere la sorte dei congiurati che erano stati arrestati. negavi… consulari: è un'autocitazione da Catilinarie IV, 3: neque turpis mors forti viro potest accidere neque immatura consulari nec misera sapienti, «non può capitare una morte vergognosa a un uomo coraggioso, prematura a un ex console, triste a un saggio». Dal momento che il consolato è la massima carica, Cicerone considera di essere vissuto abbastanza. negabo seni: è sottinteso mortem immaturam esse. Mihi… perfuncto: perfuncto (da perfungor, costruito qui con l'ablativo) è participio congiunto di mihi, dativo d'agente della perifrastica passiva (Mihi… optanda mors est, "la morte deve essere desiderata da me"). Il lungo iperbato mette in risalto il curriculum dell'oratore: Cicerone, infatti, forse presagendo il destino che lo attende, coglie l'occasione per rievocare, in una sorta di ideale testamento, ciò che ha fatto per lo Stato e per il popolo romano nella sua lunga carriera. haec: è prolettico delle completive volitive ut… relinquam e ut… eveniat dipendenti da opto. hoc… potest: costruisci: nihil maius hoc potest dari mihi ab dis immortalibus. ut ita… mereatur: "che a ciascuno (cuique) avvenga (eveniat) così come (ita… ut) ciascuno (quisque) si renda meritevole verso lo Stato". Cicerone si augura che la sorte dell'individuo sia coerente con il tipo di servizio prestato allo Stato.