87. Dura… fore putaret Spietata, in nome del dio Fidio, mi appariva da tempo la Fortuna del popolo romano, e crudele perché gli consentiva da tanti anni d'infuriare contro questo nostro Stato. Aveva profanato con l'adulterio le più sacre cerimonie, infranto i decreti più importanti del Senato, apertamente comprato dai giudici la propria assoluzione, perseguitato il Senato al tempo del suo tribunato, troncato ciò che col consenso di tutte le classi sociali si era fatto a vantaggio dello Stato; aveva cacciato me dalla patria, depredato i miei beni, incendiato la mia casa, perseguitato i miei figli e mia moglie, dichiarato a Pompeo una guerra empia, massacrato magistrati e privati cittadini, devastato l'Etruria, espulsi molti proprietari dalle loro case e dai loro possedimenti. Non ci dava un attimo di tregua e ci incalzava; la città, l'Italia, le province, i regni non riuscivano a contenere la sua follia; s'incidevano ormai nel bronzo le leggi che ci avrebbero asserviti ai nostri schiavi, non c'era proprietà che egli non concupisse e non pensasse di far sua nel corso dell'anno.
Dura… et crudelis: nota come i due aggettivi coordinati tra loro siano posti, rispettivamente, all'inizio e alla fine della frase, subito prima del verbo principale. me dius Fidius: "che il dio Fidio [mi aiuti/mi salvi]", cioè "in fede". Fidius era la divinità romana protettrice della Fides pubblica e privata (probabilmente era in origine un epiteto di Giove). Secondo la tradizione il suo culto risaliva all'epoca regia; era invocato come testimone nei giuramenti e nel suo tempio si conservavano anche numerosi trattati. Fortuna: Fortuna Publica Populi Romani era la dea protettrice dello Stato romano. quae: il pronome relativo si riferisce a Fortuna. insultare: verbo della proposizione infinitiva retta da pateretur (con soggetto illum); formato da in- e salto (frequentativo di salio), significa in origine "saltare su/in/contro", da cui il significato figurato di "insultare". Polluerat… eiecerat: Cicerone offre una rapida panoramica dei reati commessi da Clodio, attraverso numerosi esempi; il periodo è caratterizzato da una lunga sequenza di piuccheperfetti, collocati quasi tutti in fine di frase (con tre eccezioni: Polluerat, vexarat, vastarat), con omeoteleuto della desinenza finale dei verbi. stupro: in latino il sostantivo indica una "violazione"; il riferimento è qui alla profanazione dei riti della Bona Dea (sanctissimas religiones), commessa da Clodio nel 62 a.C., per la quale il Senato avrebbe voluto che Clodio fosse giudicato da un tribunale straordinario, mentre lui ottenne di essere giudicato secondo la procedura ordinaria. A Roma vi erano tribunali penali permanenti (quaestiones perpetuae) e a giudicare il caso della morte di Clodio era competente il tribunale per i reati di omicidio volontario e i venefici (quaestio de sicariis et veneficiis); tuttavia Pompeo aveva istituito un tribunale straordinario (quaestio extraordinaria), di cui l'oratore loda i giudici, e in particolare Pompeo (parr. 13-22). pecunia… redemerat: lett. "si era riscattato (se… redemerat) dai giudici (a iudicibus) con il denaro (pecunia) apertamente (palam, avverbio)". vexarat: piuccheperfetto sincopato (per vexaverat), come anche poi vastarat (per vastaverat). omnium… gesta: lett. "le cose fatte (gesta) con il consenso di tutti gli ordini (omnium ordinum consensu) per la salvezza dello Stato (pro salute rei publicae)"; il riferimento è ai provvedimenti presi in occasione della congiura di Catilina. expulerat: piuccheperfetto del verbo expello. caedis: accusativo plurale arcaico (per caedes). Instabat, urgebat: l'asindeto esprime l'incalzare delle azioni di Clodio. amentiam: "follia", da amens, "folle in quanto privo di (a-) mente (mens)". civitas, Italia, provinciae, regna: climax ascendente: da Roma all'Italia alle province romane, fino ai regni stranieri. Come osserva lo studioso Paolo Fedeli nel commento relativo a questo passo, «la progressione dell'elemento locativo dal più piccolo (civitas) al più grande (regna) dà contemporaneamente la sensazione dell'inarrestabile dilagare della pazzia di Clodio». domi: "in casa", cioè "a casa sua". Nota che nella traduzione qui proposta il termine domi è omesso.