Non fa il nome di Clodia, ma è chiaro che parla di lei e, in un crescendo di atteggiamenti sconvenienti e volgari, delinea il ritratto non di una semplice prostituta, ma di una «prostituta sfrontata e procace» (r. 14). Si rivolge a questo punto a uno degli accusatori (rr. 14-16) e con ironia chiede se davvero si può credere che mini il pudore di una donna del genere un uomo che abbia con lei una relazione. Nell'argomentazione finale (rr. 23-28), dominata da un forte sarcasmo, Cicerone, rivolgendosi ora direttamente a Clodia, la invita a essere lei stessa ago della bilancia nel processo: se lei è la meretrice che ha precedentemente descritto, già con il suo comportamento scagiona Celio, poiché egli non ha commesso nessun illecito nell'intrattenersi con una prostituta; al contrario, se lei non è quella donna, di che cosa è accusato l'imputato?

LABORATORIO SUL TESTO

COMPRENSIONE E ANALISI

  1. Scopo di un'orazione è convincere l'uditorio della propria tesi: siamo quindi di fronte a un testo argomentativo. Metti in evidenza la struttura del passo, delineandone i passaggi logici più significativi.

  2. A che cosa porta la conclusione del ragionamento di Cicerone?

  3. Considerando che uno dei motivi su cui l'accusa insiste è la condotta amorale e lasciva di Celio, quale effetto doveva produrre una tale descrizione di Clodia, la donna da cui le accuse sarebbero state mosse?

COMPETENZE ATTIVE

EDUCAZIONE CIVICA – COSTITUZIONE • Parità di genere • TESTO ARGOMENTATIVO Nel brano che hai letto, Cicerone adopera nei confronti di Celio e di Clodia due metri di giudizio molto differenti: mentre le trasgressioni del primo sono minimizzate e giustificate, i comportamenti della seconda sono condannati con fermezza. Pensi che nel mondo di oggi uomini e donne vengano giudicati in maniera paritaria oppure che le donne siano ancora vittime di discriminazione? Scrivi sul tema un testo argomentativo di circa 3000 battute, presentando alcuni esempi a sostegno delle tue tesi.
EDUCAZIONE CIVICA – COSTITUZIONE • Parità di genere • DEBATE Continua la riflessione sulla visione della donna nella società contemporanea, concentrandoti sull'immagine che ne offre la pubblicità. L'obiettivo degli spot è quello di vendere prodotti o promuovere servizi, ma essi incarnano anche idee, valori e norme condivise dalla società. Hai mai riflettuto sull'immagine della donna che emerge dalle pubblicità? Ti è capitato di pensare che alcuni spot o cartelloni pubblicitari presentino stereotipi di genere e possano risultare offensivi? Apri un dibattito in classe.


PLUS

IL RIMPROVERO DI APPIO CLAUDIO CIECO

Per gettare ulteriore discredito su Clodia Cicerone ricorre anche all'espediente della prosopopea, immaginando che, evocato dagli inferi, Appio Claudio Cieco rimproveri la pronipote con la severità, la gravità e la durezza tipica degli antichi, con toni moralistici che fanno risaltare la degenerazione del presente rispetto al passato.
Appio Claudio chiede anzitutto conto a Clodia del legame avuto con un uomo non aristocratico come Celio: «O donna, che hai tu in comune con Celio, con questo giovanotto, con questo estraneo? Come mai tu gli sei stata, o così intima da prestargli i tuoi ori, o così nemica da temerne il veleno?» (Pro Caelio 33, trad. C. Giussani). Ricorda poi l'appartenenza della donna a una famiglia che vantava numerosi consoli e il fatto che era stata moglie di Quinto Metello Celere, anch'egli console nel 60 a.C. (quando nel 59 a.C. morì improvvisamente, si sospettava che Clodia l'avesse avvelenato): «Tu, di così nobile famiglia, e in così nobile famiglia entrata col matrimonio, come hai potuto confonderti con un Celio?» (Pro Caelio 34). Clodia non ha tenuto conto della sua discendenza da uomini ritenuti modelli del rigore morale repubblicano, ma non ha nemmeno seguito l'esempio di pudicizia delle donne dell'illustre gens cui appartiene: non solo non ha imitato, ma ha addirittura fatto scempio delle «paterne e avite virtù», arrivando a rendersi protagonista di azioni degradanti.