8. Domuisti gentis… deo iudico
gentis… abundantis: "hai sottomesso popolazioni barbare per ferocia, preponderanti per numero, illimitate per i loro stanziamenti, ricche di ogni genere di risorse". La simmetria e l'accumulo per asindeto* di aggettivi, ciascuno preceduto da un ablativo di limitazione, danno l'idea della studiata e rapida sottomissione dei popoli. Nota la terminazione arcaica in -is degli accusativi gentis (= gentes), innumerabilis (= innumerabiles) e abundantis (= abundantes). sed… habebant: "ma tuttavia hai vinto ciò che (ea… quae) possedeva in sé la naturale condizione (et naturam et condicionem, endiadi*) per poter (ut… possent, proposizione consecutiva) essere vinto". Il poliptoto* (vicisti… vinci) fa risaltare la capacità di Cesare di vincere ciò che era naturalmente predisposto a esserlo. Nulla… possit: "nessuna forza infatti è così grande da non poter (quae… possit, proposizione relativa consecutiva) essere fiaccata e sopraffatta (debilitari frangique) dalla potenza delle armi (ferro et viribus, endiadi)". victo temperare: il verbo tempero richiede il dativo. Altri preferiscono la lezione victoriae ("contenersi nella vittoria"). nobilitate, ingenio, virtute: sono ablativi di limitazione. haec: richiama vincere, cohibēre, temperare, extollere, amplificare, tra loro saldati per asindeto.
9. Ităque… diligamus
illae quidem: enfatizza tuae laudes. litteris atque linguis: i due termini indicano rispettivamente la tradizione scritta e quella orale, le opere letterarie e i racconti. "Pertanto, Gaio Cesare, le tue imprese militari, indubbiamente gloriose, verranno celebrate nei componimenti letterari e nei discorsi non solo nostri ma di quasi tutti i popoli, e nessuna generazione mai cesserà di decantare i tuoi meriti". conticescet: conticesco è composto di cum e tacesco, frequentativo di taceo. Sed… sono: "ma tuttavia imprese di tal genere (eius modi res), non so come (nescio quo modo), anche quando le si leggono, si ha l'impressione (videntur; Cicerone ricorre alla costruzione personale del verbo) che siano disturbate (obstrĕpi) dalle grida tumultuose dei soldati e dal suono delle trombe". Obstrĕpo significa propriamente "rumoreggiare, strepitare"; può talora assumere il significato di "disturbare", qui efficacemente sottolineato dal chiasmo* clamore militum… tubarum sono, che rende l'idea della confusione in battaglia. At vero: marca il contrasto con quanto appena detto. cum… audīmus aut legĭmus: la temporale regge l'infinitiva aliquid… factum ellittica di esse; al suo interno in dipendenza da in iracundia e in victoria si sviluppano due relative proprie: "quando ascoltiamo o leggiamo che un'azione (aliquid) è stata compiuta (factum) con clemenza, mitezza, giustizia, moderazione, saggezza – soprattutto in uno stato di collera, la quale è nemica della ragione, e nella vittoria, che è per natura (natura, complemento di limitazione) arrogante e superba". Con l'accumulo degli avverbi (clementer, mansuete, iuste, moderate, sapienter) l'oratore elenca indirettamente le caratteristiche di Cesare. quo studio… diligamus!: "da quale entusiasmo siamo infiammati, non solo per i fatti realmente compiuti, ma anche per quelli immaginari, così che spesso ci affezioniamo (ut… diligamus; proposizione consecutiva da cui dipende la relativa propria quos… vidimus) a persone che non abbiamo mai visto!". Nelle espressioni in gestis rebus e in fictis la preposizione in ha significato di "riguardo a". L'entusiasmo per la clemenza e la moderazione non riguarda solo avvenimenti realmente accaduti, ma anche i fatti immaginari narrati nei poemi o nelle opere teatrali.