IL PENSIERO POLITICO, FILOSOFICO E L'HUMANITAS

T16 La costituzione migliore

  • tratto da De re publica I, 69 [LATINO]

In questo passo del primo libro del De re publica Cicerone espone l'idea di costituzione mista, che ritiene essere alla base della struttura dello Stato romano, e ne difende la superiorità rispetto alle tre forme di governo tradizionali (monarchia, aristocrazia, democrazia).

69. Quod ita cum sit, [ex] tribus primis generibus longe praestat mea sententia
regium, regio autem ipsi praestabit id quod erit aequatum et temperatum ex tribus
primis rerum publicarum modis. Placet enim esse quiddam in re publica praestans
et regale, esse aliud auctoritati principum inpartitum ac tributum, esse quasdam
5 res servatas iudicio voluntatique multitudinis. Haec constitutio primum habet
aequabilitatem quandam [magnam], qua carere diutius vix possunt liberi, deinde
firmitudinem, quod et illa prima facile in contraria vitia convertuntur, ut exsistat ex
rege dominus, ex optimatibus factio, ex populo turba et confusio; quodque ipsa genera
generibus saepe conmutantur novis, hoc in hac iuncta moderateque permixta

REPETITA IUVANT
proposizioni causali esplicite
vedi p. 700

69. Quod ita… ac decĭdat
Quod ita cum sit: costruisci: cum quod sit ita; è una subordinata causale con cum narrativo e si riferisce a quanto Cicerone ha affermato nel passo precedente a questo: che nessuna forma di governo si mantiene stabile per sempre in uno Stato. tribus primis generibus: Cicerone si riferisce alle tre forme della monarchia, dell'aristocrazia e della democrazia. regium, regio: poliptoto*, come anche praestat… praestabit. regio autem… modis: ancora superiore alla monarchia pura è una forma di governo nella quale i tre tipi di costituzione sono contemperati (temperatum) l'uno con l'altro. Placet: forma impersonale che significa "è conveniente, è opportuno". Cicerone inizia a spiegare il funzionamento di questo tipo di costituzione mista: ciascuna forma di governo presiede a un aspetto del potere. esse quiddam… esse aliud… esse quasdam: la triplice anafora* di esse crea una esposizione tripartita, con tre soggettive tutte dipendenti da Placet, che conferisce solennità e veemenza all'argomentazione. Anche la struttura interna dei tre membri è equilibrata: osserva la corrispondenza tra praestans (nota l'insistenza su questa area semantica) et regale (aggettivi riferiti a quiddam), impartitum ac tributum (participi perfetti con variatio della congiunzione coordinante: qui ac, precedentemente et), iudicio voluntatique (sostantivi riferiti a multitudinis, con ulteriore variatio della coordinazione: qui l'enclitica -que). Il periodo è estremamente ricercato e mostra come Cicerone, applicando le sue capacità oratorie al genere del trattato, enfatizzi la sua tesi attraverso l'uso degli espedienti stilistici. Haec constitutio: Cicerone passa a descrivere come la costituzione mista possa trarre il meglio dai punti di forza e minimizzare gli elementi di debolezza delle tre forme di costituzione tradizionali. aequabilitatem quandam [magnam]: la prima qualità della costituzione mista è l'uguaglianza, perché essa mitiga gli squilibri di potere presenti in ciascuna delle tre costituzioni prese singolarmente: nella monarchia il potere è di un solo individuo, nell'aristocrazia è nelle mani di pochi considerati i migliori, nella democrazia è nelle mani della massa; in tutti e tre i casi, una parte della società ottiene un potere tale da imporsi sulle altre due, mentre nella costituzione mista a ciascuna delle tre è affidato un compito specifico. qua carere… liberi: proposizione relativa introdotta dal pronome all'ablativo qua (nota che careo si costruisce con l'ablativo di ciò che manca), che si riferisce ad aequabilitatem: gli uomini liberi non possono rinunciare troppo a lungo all'uguaglianza. Diutius è comparativo dell'avverbio diu, qui con il significato di "troppo" a lungo, invece che "più" a lungo come si potrebbe pensare. deinde firmitudinem: la superiorità della costituzione mista sulle tre costituzioni separate sta nella sua stabilità. Tutte le forme di governo, infatti, tendono a deteriorarsi, e il potere passa da una all'altra, gettando lo Stato nel caos. La compresenza di tutte e tre le forme, invece, permette a esse di controbilanciarsi e dunque di evitare i rivolgimenti di potere. quod et… convertuntur: subordinata causale costituita da quod e l'indicativo (convertuntur). ut exsistat… et confusio: ut introduce una subordinata consecutiva composta di tre membri, nella quale solo il primo esplicita il verbo, che è però da considerarsi riferibile anche agli altri due; nota l'anafora di ex e la costruzione simmetrica dei tre membri ("dal re si forma il tiranno, dai nobili la fazione, dalla democrazia tumulto e confusione"). Ancora una volta le scelte stilistiche e retoriche rafforzano l'argomentazione: le tre forme di governo separate sono deboli perché ciascuna produce la propria degenerazione. in hac… rei publicae: questa è la definizione del nuovo tipo di costituzione elogiato da Cicerone, e realizzato nello Stato romano (definito res publica): iuncta e moderate permixta.