Fino a noi Un piccolo granello è la Terra Il motivo della visione “astronomica”, cioè della contemplazione della Terra dall’alto, sviluppato anche nel paragrafo 20 del , e quello della Terra considerata un punto nell’universo conoscono una notevole fortuna. Nella al libro I delle di (4 a.C.-65 d.C.) si legge: , «È proprio questo quel granello che tanti popoli si spartiscono col ferro e col fuoco!» (I, 8, trad. P. Parroni). A quest’affermazione ne segue un’altra, («Quanto ridicoli sono i confini umani!»), che è accostabile a quella di Scipione Emiliano sulla piccolezza della Terra ( , I, 16); la metafora del è presente anche al paragrafo 11: , «È solo un granello quello su cui navigate, in cui combattete, in cui ordinate i vostri regni, insignificanti anche quando da una parte e dall’altra li lambisce l’Oceano». Il poeta e filosofo tardoantico (480/481-525/526 d.C.), nel passo della in cui spiega l’inferiorità della gloria umana rispetto a quella divina con il confronto tra la Terra e la grandezza del cielo, fa dire a Filosofia (lib. II, prosa 7, 3): […] , «tutta la sfera terrestre ha le dimensioni di un punto in rapporto allo spazio celeste. In altri termini, se la confrontiamo con la grandezza della sfera celeste, possiamo considerarla priva di estensione» (trad. F. Troncarelli). Sulle visioni di Scipione è esemplato il passo in cui (1265-1321) nel cielo delle stelle fisse, invitato da Beatrice a guardare il cammino percorso e il mondo sotto i suoi piedi, definisce la terra «L’aiuola che ci fa tanto feroci» ( XXII, 151). I passi ciceroniano e senecano sono stati di ispirazione anche per la poesia cosmica di (1855-1912), al quale la terra sembra un «atomo» nell’universo («E tu, Cielo, dall’alto dei mondi / sereni, infinito, immortale, / oh! d’un pianto di stelle lo inondi / quest’atomo opaco del Male!», , , vv. 21-24). Somnium Scipionis Prefazione Naturales quaestiones Seneca hoc est illud punctum quod inter tot gentes ferro et igne dividitur! O quam ridiculi sunt mortalium termini! ipsa terra ita mihi parva est punctum punctum est istud in quo navigatis, in quo bellatis, in quo regna disponitis, minima etiam cum illis utrimque Oceanus occurrit Boezio Consolatio Philosophiae omnem terrae ambitum ad caeli spatium puncti constat obtinere rationem, id est, ut, si ad caelestis globi magnitudinem conferatur, nihil spatii prorsus habere iudicetur Dante Paradiso Giovanni Pascoli Myricae X Agosto T20 I doveri dell'uomo di Stato tratto da I, 85-86 De officiis [LATINO] Il perfetto uomo di Stato, come un tutore e un procuratore, deve curare gli interessi dell'intero organismo della e non di singoli gruppi politici; in questo modo eviterà di scatenare rivolte e guerre civili. res publica Omnīno : unum, ut utilitatem civium sic tueantur, ut quaecumque agunt, ad eam refĕrant oblīti commodorum suorum, alterum, ut totum corpus rei publicae curent, ne, dum partem aliquam tuentur, relĭquas desĕrant. 85. qui rei publicae praefuturi sunt duo Platonis praecepta teneant vedi p. 701 REPETITA IUVANT proposizioni condizionali cosiddette restrittive perifrastica attiva indicante predestinazione. congiuntivo esortativo. il primo precetto platonico (essere guidati, nelle proprie azioni, dall'interesse del cittadino e non dal proprio vantaggio personale) è contenuto in I, 342. proposizioni completive di tipo esplicativo. proposizione consecutiva (anticipata da ) da cui dipende la relativa propria : "[in maniera tale] che, qualsiasi cosa facciano, la riferiscano". participio congiunto con valore temporale. il secondo precetto di Platone (pensare allo stesso modo all'intera cittadinanza e non soltanto a una parte, quella privilegiata) si trova in IV, 420b. all'interno della proposizione finale negativa si colloca la proposizione temporale ("mentre tutelano una qualche parte"). 85. Omnīno… universorum qui… praefuturi sunt: teneant: unum: De re publica ut… tueantur, ut… curent: ut… refĕrant: sic quaecumque agunt oblīti: alterum: De re publica ne… desĕrant: dum… tuentur