La responsabilità morale di curare il bene dei cittadini che ogni magistrato deve assumersi è efficacemente chiarita tramite la metafora* della tutela (ut utilitatem civium sic tueantur, r. 2) e della procura (ut totum corpus rei publicae curent, r. 3; procuratio rei publicae, r. 5), le quali rientravano negli officia civilia, le funzioni a favore dei privati. Come il tutore di un minore deve mostrare fedeltà, scrupolosità e onestà e non può ricavare vantaggi personali dall'amministrazione dei beni altrui, così lo Stato, e ciascun cittadino, deve pretendere dai magistrati massima vigilanza, attenzione, disinteresse nell'adempimento dei doveri della loro carica.

La medesima metafora si trova impiegata in un passo del De re publica (II, 51), in cui Cicerone, opponendo il tiranno al buon reggitore dello Stato (rector et gubernator civitatis), individua quest'ultimo in «un cittadino onesto e saggio, esperto dell'utilità e della dignità civile, per dir così tutore e procuratore dello Stato» (bonus et sapiens et peritus utilitatis dignitatisque civilis, quasi tutor et procurator rei publicae).

LABORATORIO SUL TESTO

COMPRENSIONE E ANALISI

  1. Quali sono, secondo Cicerone, i compiti del buon governatore?

  2. Quali potrebbero essere le conseguenze di un atteggiamento sbagliato da parte dei magistrati?

  3. Ricostruisci la struttura sintattica del primo periodo del passo (rr. 1-4), mettendo in evidenza la proposizione principale, le subordinate e i loro rapporti gerarchici e logici.

  4. Analizza la forma adhaerescet, r. 14. Quale particolarità presenta? Da quale verbo deriva? In quale rapporto stanno i significati del verbo base e del derivato?

COMPETENZE ATTIVE

EDUCAZIONE CIVICA – COSTITUZIONE • PRESENTAZIONE DIGITALE Nel passo proposto, Cicerone parla dei doveri degli uomini di Stato, quelli che oggi definiremmo "amministratori pubblici". Anche la Costituzione italiana si sofferma a considerare questi aspetti: a tale scopo puoi leggere gli articoli 28, 54, 97, 98, nei quali si affrontano a diverso titolo i comportamenti a cui i cittadini, gli amministratori e i dipendenti pubblici devono conformare il loro agire nell'interesse dello Stato che rappresentano e che sono tenuti a servire con decoro e lealtà. Cerca in Rete il testo degli articoli e presentali alla classe, corredati dalle tue riflessioni, in dieci slide.


PLUS

CICERONE, LIVIO E L’APOLOGO DI MENENIO AGRIPPA

Lo storico Livio riprenderà il concetto illustrato qui da Cicerone riportando un celebre apologo con il quale nel 494 a.C. Menenio Agrippa avrebbe convinto a rientrare in città la plebe, che, oppressa dai debiti, si era ritirata per protesta sul Monte Sacro o sull'Aventino: «Nel tempo in cui nell'uomo non regnava come ora una perfetta armonia fra tutte le parti, ma ogni membro aveva un suo particolare modo di pensare, un suo particolare modo di esprimersi, si sdegnarono le altre parti che tutto ciò ch'esse si procuravano con la loro attività, con la loro fatica, con la loro funzione andasse a vantaggio del ventre, mentre questo se ne stava tranquillo nel mezzo, e ad altro non pensava che a godersi i piaceri che gli venivano offerti. Fecero dunque una congiura e convennero che le mani non portassero più il cibo alla bocca, che la bocca rifiutasse quello che le veniva offerto, che i denti non masticassero quello che ricevevano. La conseguenza di questa ribellione fu che, mentre si proponevano di domare il ventre con la fame, non soltanto questo, ma insieme con esso anche le membra e tutto il corpo si ridussero a un estremo esaurimento. Risultò quindi evidente che anche il ventre non se ne stava in ozio, ma aveva una sua funzione, e che non era nutrito più di quanto non nutrisse restituendo a tutte le parti del corpo, equamente distribuito per le vene, questo sangue cui dobbiamo la vita e le forze e che si forma con la digestione del cibo. Dimostrando quindi con un paragone quanto la ribellione interna del corpo fosse simile al furore della plebe contro i patrizi, si dice ch'egli riuscisse a piegare l'animo di quella gente» (Livio II, 32, trad. M. Scàndola).