18. Ex quattuor… diligentiam
Ex quattuor… locis: "delle quattro categorie". Le quattro virtù sono state descritte al paragrafo 15: «quanto è compreso nella categoria dell'onesto, si fonda su qualcuno di questi quattro elementi: o riguarda l'intuizione e lo studio della verità; o il mantenimento dell'umana società, la giustizia distributiva [lett. "il dare a ciascuno il suo"] e la lealtà degli impegni; o la magnanimità e la forza d'animo di uno spirito eccelso ed invitto; o l'ordine e la misura di quanto si fa e si dice, nel che consistono la moderazione e la temperanza» (trad. L. Ferrero-N. Zorzetti). in quos… humanam: "in cui abbiamo diviso l'intima essenza (naturam vimque è un'endiadi*) dell'onesto, la prima, quella che consiste nella conoscenza del vero, tocca molto da vicino (maxime… attingit, lett. "riguarda soprattutto") la natura umana". Omnes… cupiditatem: "tutti infatti siamo irresistibilmente trascinati dal desiderio di conoscere e di sapere". Trahimur et ducimur è endiadi, ma lett. "siamo trascinati e spinti". in qua: concorda con cupiditatem, ma il riferimento è logicamente alla cognitio e alla scientia: "e in questo desiderio stimiamo bello eccellere, mentre giudichiamo male e vergognoso ingannarsi, cadere in errore, ignorare e lasciarsi ingannare". excellĕre… ducimus: osserva la studiata costruzione dei due cola ("membri") sintattici: il primo è costituito da verbo principale e aggettivo neutro (pulchrum putamus) e infinito sostantivato (excellĕre), il secondo da verbo e aggettivi neutri (et malum et turpe ducimus) e infiniti sostantivati (labi, errare, nescire, decĭpi). In hoc… honesto: "in questa naturale e onesta inclinazione (genere)". vitanda sunt: è sottinteso il dativo d'agente nobis, ricavabile dai successivi habeamus e assentiamur; "dobbiamo evitare due difetti". pro cognitis habeamus: habeo pro + ablativo significa "considerare come": "il primo (unum), di non considerare (ne… habeamus) l'ignoto come noto". hisque… assentiamur: assentior ha qui il significato di "riconoscere come giusto" ("e di approvarlo avventatamente, senza riflettere"). quod vitium… diligentiam: "chi vorrà fuggire questo difetto (quod vitium, nesso relativo) – e tutti devono volerlo – applicherà tempo e attenzione a ben considerare le cose (ad considerandas res, proposizione finale implicita)". Il verbo considero (composto da cum e sidus) è in origine un verbo del lessico della navigazione e vale etimologicamente "osservare le stelle"; qui assume il significato di "esaminare attentamente".
19. Alterum est… versabitur
Alterum est vitium, quod… confĕrunt: nota la discontinuità della costruzione: dopo la completiva ne… habeamus… assentiamur ci si aspetterebbe alterum, ne conferamus. easdemque non necessarias: il ricorso a idem serve qui ad aggiungere un'ulteriore qualità. Quibus vitiis declinatis: "eliminati questi difetti" (nesso relativo). quod… laudabitur: costruisci: iure laudabitur id, quod operae curaeque ponetur in rebus honestis et cognitione dignis. Operae e curae sono genitivi partitivi dipendenti da quod. ut: significa "come per esempio". C. Sulpicium audimus… civili: le infinitive sono ellittiche di fecisse. Audimus (= audivimus) e ipsi cognovimus sono plurali maiestatici; audio e cognosco indicano il sapere rispettivamente per sentito dire e per esperienza personale. Gaio Sulpicio Gallo (C. Sulpicium) fu console nel 166 a.C. Diversi autori parlano dei suoi studi e interessi astronomici: stando alla testimonianza di Plinio il Vecchio (II, 12, 53), scrisse un libro sulle eclissi. Nel 168 a.C., in qualità di luogotenente nella guerra contro il re macedone Pèrseo, prima della battaglia di Pidna predisse all'esercito romano un'eclissi di luna che si sarebbe presto verificata e ne spiegò le cause, evitando così il panico durante lo scontro. Sesto Pompeo (Sex. Pompeium), zio di Pompeo Magno, si occupò di studi giuridici e matematici; fu inoltre un seguace dello stoicismo. cuius: nesso relativo con valore avversativo (= sed eius).