21. At memoria… ipsi debeant Ma la memoria diminuisce. – Lo credo, solo però se non la si tiene in esercizio, o se si è un po' tardi di natura. Temistocle aveva imparato a memoria i nomi di tutti i suoi concittadini; pensate forse che, una volta avanti negli anni, salutasse abitualmente Aristìde chiamandolo Lisìmaco? Io, per certo, ho bene in mente non solo gli uomini del mio tempo, ma anche i loro padri e i loro avi, e non temo che a leggere le lapidi, come si dice, io possa perdere la memoria: è proprio, invece, nel leggere queste lapidi che ravvivo in me la memoria dei morti. Né, peraltro, ho mai udito di qualche vecchio che abbia dimenticato dove avesse occultato il suo tesoro; i vecchi ricordano tutto ciò di cui sono preoccupati, gli impegni giudiziari per cui hanno pagato una cauzione, chi sia loro debitore, di chi siano creditori.
At memoria minuitur: Catone esordisce partendo da una possibile obiezione dell'interlocutore, che afferma che la memoria si affievolisce con l'età. Contro questa convinzione costruisce l'argomentazione seguente. Credo: è la principale e implicitamente indica che Catone può credere a quanto è stato affermato ("lo credo"), ma solo con le condizioni che esprimerà subito dopo. nisi eam… tardior: due subordinate ipotetiche che esprimono un periodo ipotetico della possibilità (nota il verbo al congiuntivo presente) e sono coordinate tra loro dalla particella aut. Catone afferma che gli unici fattori che possono, in effetti, intaccare la memoria sono il fatto che essa non venga esercitata (eam, la memoria), o che si abbia una fragilità per natura (naturā, ablativo di limitazione). Themistocles… nomina: inizia l'elenco degli esempi che Catone cita a sostegno della propria tesi; Temistocle è il generale greco che nel 480 a.C. sconfisse i Persiani nella famosa battaglia di Salamina. Nota l'omeoteleuto* omnium civium e l'iperbato* tra omnium civium e nomina. Perceperat è indicativo piuccheperfetto del verbo percipio, che significa letteralmente "afferrare, percepire" e indica qui l'accuratezza di Temistocle nel ricordare i nomi dei suoi concittadini. num igitur… solitum?: lett. "pensate (censetis) forse (num) dunque (igitur) che egli (eum) fosse solito salutare chiamandolo Lisìmaco (Lysimachum salutare solitum) colui che era [sott.: in realtà] Aristìde ([sott. eum] qui Aristides esset])?". Num igitur censetis è la proposizione principale ed è un'interrogativa diretta retorica; Cicerone mostra la propria intenzione di rivolgersi a un uditorio più ampio attraverso il passaggio, nelle parole di Catone, alla seconda persona plurale (censetis). Cum aetate processisset è una tipica costruzione di cum narrativo, unito quindi a una forma di congiuntivo (in questo caso congiuntivo piuccheperfetto). Qui Aristides esset è una subordinata relativa con il verbo al congiuntivo, che sottintende un complemento oggetto, eum, che anticipa il nominativo del pronome relativo (qui). Aristìde è un uomo politico ateniese di spicco. Osserva inoltre gli omeoteleuti tra num, eum, cum e tra processisset e esset. novi: perfetto logico ("ho conosciuto" e quindi "so, ho in mente"). eos… qui sunt: lett. "coloro che esistono", dunque i vivi suoi contemporanei; eos è in poliptoto* con il successivo eorum. nec… vereor… ne: costruzione di uno dei verba timendi: in questo caso, vereor ne significa "temo che", ma la negazione precedente (nec) dà alla frase il significato complessivo di "non temo che". sepulcra: indica qui la lapide e di conseguenza l'iscrizione, l'epitaffio, che essa riporta. quod aiunt: è un'incidentale che riporta una diceria comune contro la quale Catone si esprime. his… ipsis legendis: legendis è gerundivo del verbo lego e si traduce letteralmente "con il leggere"; l'idea è quindi che con l'atto di leggere tali iscrizioni funebri Catone in realtà alimenta la memoria. in memoriam redeo mortuorum: l'espressione in memoriam redire, lett. "tornare alla memoria di", significa "tornare a ricordarsi di". Catone porta l'esempio di sé stesso per sostenere la tesi per la quale le persone anziane possono mantenere intatta la propria memoria. quo loco: introduce una interrogativa indiretta. omnia quae curant meminerunt: le persone anziane ricordano bene ciò a cui tengono. Meminerunt è un altro perfetto logico ("ricordano"); quae curant è una relativa. vadimonia: vadimonium è un termine tecnico di ambito giudiziario e indica l'impegno di comparire in giudizio fornendo a garanzia una cauzione. qui sibi, cui ipsi debeant: anche queste sono due interrogative retoriche, nella prima delle quali è sottintesa una voce del verbo debere, e in particolare la terza persona singolare del congiuntivo presente (debeat), che corrisponde all'analogo congiuntivo, questa volta plurale, nella seconda interrogativa (debeant).