LA DIMENSIONE PRIVATA

T27 Un tristissimo saluto alla famiglia

  • tratto da Ad familiares XIV, 4 [ITALIANO]

Per effetto della legge con valore retroattivo de capite civis Romani, fatta approvare nel 58 a.C. dal tribuno della plebe Clodio Pulcro, Cicerone viene processato per l'illegale condotta tenuta con i catilinari e si vede costretto ad allontanarsi da Roma. Questa lettera è scritta il 29 aprile del 58 a.C. a Brindisi, da dove egli sta per salpare alla volta di Cìzico, in Asia Minore; durante il viaggio, però, cambierà idea e si fermerà a Tessalonìca, in Macedonia. Il senso della tragedia personale determinato dall'esilio e dalla mancanza degli affetti più cari rivive in una delle più commoventi lettere che Cicerone indirizza alla famiglia. In essa l'immagine dell'uomo afflitto convive con quella del padre che, sebbene lontano, provvede alla gestione del patrimonio e non trascura nemmeno gli affari di minore importanza.