percorso tematico – Cittadini e politica INDIVIDUO E COMUNITÀ Centrale nel pensiero di Cicerone, ma anche di molti altri autori latini, è la riflessione sulla vita associata e sui rapporti dell’individuo con la comunità di cui fa parte: ciò non deve sorprendere in , della devozione alla patria e del servizio che si deve prestare allo Stato . È un aspetto, questo, che si lega, da un lato, al rispetto del (il complesso delle usanze degli antenati): come scrive Ennio in un frammento degli (156 Sk. = 500 V.2), , “lo Stato romano si fonda sugli antichi costumi e sugli uomini forti”; e, dall’altro, alla “missione” di conquistare il mondo, cui Virgilio (70-19 a.C.) dà espressione poetica nel sesto libro dell’ (ai vv. 851-853) con le celebri parole , “tu ricorda, o Romano, di governare con il comando le genti (saranno queste le tue arti) e di imporre le norme della pace, risparmiare i sottomessi e debellare i superbi”. una cultura che fa dell’impegno civile e politico una dimensione fondamentale dell’esistenza umana mos maiorum Annales moribus antiquis res stat Romana virisque Eneide tu regere imperio populos, Romane, memento / (haec tibi erunt artes), pacisque imponere morem, / parcere subiectis et debellare superbos IL BUON FUNZIONAMENTO DELLO STATO Lo scrittore latino di gran lunga più importante tra quelli che hanno riflettuto su questo tema è proprio , autore di uno dei testi fondamentali della cultura romana sull’etica del cittadino e dell’uomo politico: il trattato . In un’epoca travagliata dalle guerre civili e dalla crisi dei tradizionali valori della Roma repubblicana, Cicerone propone, da un lato, il recupero di quei valori, di cui denuncia il declino; dall’altro, indica la necessità di una rifondazione etica della classe dirigente e, di conseguenza, dello Stato romano. Secondo Cicerone il fondamento della convivenza civile e, dunque, dello Stato, va individuato nel rispetto della giustizia, basato su una delle virtù più importanti per un romano, la , che indica la lealtà, la fedeltà e la veracità nel mantenere la parola data. L’uomo di governo, di conseguenza, è chiamato a ricercare sempre il bene comune e non il proprio vantaggio personale, e a perseguire l’interesse non di una sola classe sociale, bensì di tutte. Al buon funzionamento dello Stato devono contribuire, sull’altro versante, tutti i cittadini e tutte le classi sociali: la visione della , è anch’essa tradizionale nella cultura romana. Ne troviamo testimonianza nell’opera di (59 a.C.-17 d.C.), lo storico che, in età augustea, racconta le origini e i primi secoli di Roma (nella prima decade dei suoi ), passando in rassegna aneddoti e figure esemplari del , negli anni nei quali Augusto ne propugnava il recupero dopo i drammatici decenni delle guerre civili. Cicerone De officiis fides come di un insieme organico e armonico, in cui ciascuna parte dà il proprio apporto res publica Livio Ab Urbe condita libri mos maiorum