Se il potere politico diviene assoluto e incontrollato, lo Stato finisce per esercitare forme violente di coercizione e oppressione, magari “legali”, ma non per questo meno esecrabili. Nella Roma antica, se uno schiavo uccideva il padrone, potevano essere giustiziati tutti gli schiavi che abitavano sotto lo stesso tetto: un’ingiustizia atroce, contro la quale nulla possono, come racconta Tacito in un celebre brano degli Annales, le proteste della gente. Quello che oggi definiamo totalitarismo (sistema politico in cui il potere è concentrato in un gruppo ristretto e controlla l’intera società imponendo la propria ideologia) ha preso nel Novecento diverse forme tragicamente reali (dal nazifascismo al comunismo sovietico), ma è stato anche immaginato da artisti e scrittori in opere d’invenzione, appartenenti al genere della distopia (che, al contrario dell’utopia, immagina una società futura fortemente negativa): un esempio assai famoso è il romanzo Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood.