PERCORSO TEMATICO I doveri di chi governa Non sono soltanto i cittadini a essere chiamati a prendersi cura del bene comune: prima e pi ancora di loro, naturalmente, un compito che riguarda i governanti. Nel brano del De officiis che ti presentiamo, Cicerone afferma che coloro che hanno la responsabilit di gestire lo Stato devono, innanzitutto, perseguire l interesse della comunit e non il proprio, secondo una concezione della politica come servizio che rappresenta un ideale positivo, trasversale rispetto ai secoli e ai diversi orientamenti ideologici. Figure che incarnano l ideale teorizzato da Cicerone si trovano nella storia, ma anche nella letteratura e nell arte di ogni epoca: nel romanzo Fidanzati dell inverno, la figura della fondatrice Artemide incarna un modello di governo fondato sulla responsabilit e sull impegno costante verso la propria comunit . T5 Le qualit di un buon governante Cicerone De officiis I, 85-89 Nel primo libro del De officiis Cicerone ( p. 437) si sofferma sui principali doveri di «coloro che s accingono a governare uno Stato», prendendo a riferimento soprattutto il pensiero politico di Platone (428/427 a.C.-348/347 a.C.), in particolare per come espresso nella Repubblica, l ampio dialogo in cui il filosofo ateniese delinea il progetto dello Stato ideale. Nella prima parte del brano qui riportato, Cicerone definisce i due princ pi cardine dell agire politico: perseguire l interesse comune e non il proprio, e curare il benessere di tutte le componenti della cittadinanza e non di una sola in particolare. La seconda parte contiene invece le riflessioni dell autore sul senso e i limiti dell azione repressiva e punitiva che chi governa lo Stato deve necessariamente mettere in atto contro coloro che ne violano le leggi. 85. Tutti coloro che s accingono a governare uno Stato dovrebbero osservare i due precetti di Platone: il primo, di mirare cos al vantaggio dei cittadini, da rapportare ad esso tutto ci che fanno, dimenticandosi dei propri interessi; secondariamente, di curare l intero complesso dello Stato, per non trascurare le restanti parti mentre 5 ne tutelano una sola.1 Come infatti l ufficio di tutore, cos l amministrazione dello Stato da regolare nell interesse di coloro che sono stati affidati, non gi di coloro che l hanno a s affidata. E quelli che provvedono ad una parte dei cittadini, e l altra parte trascurano, introducono nello Stato un elemento rovinosissimo, la divisione e la discordia; donde deriva che alcuni sembrano democratici, altri fautori degli 10 ottimati, pochi invero tutori di tutti quanti. 86. Di qui nacquero presso gli Ateniesi gravi discordie, e nella nostra repubblica non soltanto rivoluzioni ma anche pestifere guerre civili; le quali il cittadino pensoso, forte e degno di tenere il primo posto nella vita pubblica, fuggir e odier , e si dar tutto allo Stato e non cercher 1. i due precetti una sola: cfr. Platone, Repubblica, rispettivamente I 342e: «Perci [ ] nessun altro [oltre al timoniere di una nave] con nessun altra autorit , in quanto capo, non cerca n impone il proprio interesse, bens quello di colui al quale comanda e per il quale esercita la sua funzione. E a questo scopo, 538 ossia all interesse e al vantaggio di quella persona, mirano tutte le sue parole e le sue azioni»; e IV 420b: «noi stiamo fondando lo Stato senza mirare a rendere particolarmente agiata una sola classe: a noi importa la prosperit dello Stato nel suo complesso» (trad. G. Lozza).