L autore Cesare 2. Le opere: l elaborazione letteraria dei commentarii Il corpus Caesarianum Le opere di Cesare a noi pervenute, che costituiscono il cosid- detto corpus Caesarianum, sono i Commentarii de bello Gallico e i Commentarii de bello civili. Il testo che comunemente viene indicato come De bello Gallico costituito da sette libri, a cui ne fu aggiunto un ottavo da Aulo Irzio, generale romano che aveva militato sotto Cesare in Gallia; secondo alcuni studiosi, tuttavia, tra i quali Luciano Canfora ( p. 614), Irzio avrebbe scritto soltanto gli ultimi capitoli, mentre il resto sarebbe ancora di Cesare. I Commentarii de bello civili (anche noti semplicemente come De bello civili) si compongono di tre libri scritti da Cesare, a cui fanno seguito altri tre libri, composti da altri autori, che recano i titoli di Bellum Alexandrinum (scritto probabilmente sempre da Irzio), Bellum Africum e Bellum Hispaniense (questi ultimi due scritti da autori pi grossolani, verosimilmente sulla base di appunti lasciati da Cesare). I commentarii ( p. 222) di Cesare non sono solo una raccolta di appunti presi sul campo, ma appaiono come opere letterariamente elaborate; il modello di riferimento probabilmente quello dello storico greco di IV secolo a.C. Senofonte, che nell An basi propone una narrazione cronachistica di vicende in cui il protagonista stato coinvolto in prima persona. CORPUS CAESARIANUM Comprende i commentarii, ma non tutti i libri inclusi nel corpus sono scritti da Cesare I commentarii sono appunti presi sul campo rielaborati letterariamente Cesare mira a un racconto oggettivo, pur orientandolo secondo i propri scopi politici Cesare indaga i comportamenti umani e il contrasto tra fortuna e virtus Fra oggettivit e propaganda Cesare rifugge, tuttavia, dagli abbellimenti retorici caratteristici delle opere storiografiche vere e proprie e da espressioni apertamente valutative: l effetto ricercato quello dell oggettivit della narrazione, ottenuto anche grazie al ricorso alla terza persona nel parlare di s stesso, che segna un netto distacco dai fatti narrati. Si molto discusso delle deformazioni celate dietro questa apparente oggettivit : sicuramente le due opere cesariane sono strettamente legate all azione politica del loro autore e la loro finalit propagandistica indubbia; tuttavia non si pu parlare di vistose falsificazioni, ma piuttosto di omissioni, anticipazioni, attenuazioni tese a giustificare l operato del condottiero ( pp. 600-601). Temi ricorrenti nei commentarii cesariani Nei commentarii di Cesare ricorrono alcuni temi, relativi soprattutto all analisi dei comportamenti degli esseri umani: siano essi intesi come usi e costumi di popoli diversi da quello romano, osservati con lo sguardo dell etnografo ( T7); siano essi quelli degli ufficiali e dei comandanti militari, dalle cui scelte e dal cui esempio dipendono spesso le sorti delle battaglie e delle guerre ( T23); siano essi quelli dei soldati, colti nel loro rapporto con il proprio comandante ( T21, T26 e T27); siano essi, infine, quelli degli avversari politici, di cui vengono messe in luce meschinit e debolezze ( T18). Talvolta emerge invece nella narrazione un elemento estraneo alle logiche umane: la fortuna, sorte ( T15). Questa, secondo Cesare, determina dei repentini cambiamenti di situazione: l elemento imponderabile che sfugge al controllo e alla razionalit umana. Alla fortuna si oppone la virtus, richiamata innumerevoli volte, soprattutto nei discorsi e nelle esortazioni ai soldati, ma riconosciuta non di rado anche agli avversari. 547