classici a confronto Cicerone e Cesare La posizione sociale Cicerone un homo novus, perch nessuno della sua famiglia aveva ricoperto, prima di lui, incarichi politici o magistrature; non nasce a CICERONE - homo novus Roma, bens ad Arpino, nel Lazio, da una famiglia di proprietari terrieri CESARE - discendente della nobile gens Iulia di antica e illustre nobilt , la gens Iulia, che rivendicava di discendere da La visione politica CICERONE - conservatore CESARE - dalla parte dei populares di rango equestre. Cesare, al contrario, nasce a Roma da una famiglia Iulo, il figlio di Enea. Pur essendo un homo novus, Cicerone ha una visione politica sostanzialmente conservatrice, e soprattutto volta alla tutela dell ordine costituito. Al contrario Cesare, nonostante la sua appartenenza all antica aristocrazia, si impone fin da subito come una figura di spicco dei po pulares. I due uomini si scontrano nel processo contro i membri della congiura di Catilina: Cesare si oppone alla loro condanna a morte senza il dovuto appello al popolo, condanna voluta e ottenuta, invece, da Cicerone. Dopo la vittoria di Cesare su Pompeo e la sua conquista del potere, tuttavia, Cicerone pronuncia il ciclo delle cosiddette orazioni cesariane , nelle quali elogia le virt di Cesare e, in particolare, la sua clementia nei confronti degli sconfitti. Il rapporto con lo Stato Per Cicerone la res publica la priorit di ogni buon cittadino: l oratore propone un programma politico fondato sulla concordia ordinum, l ac- CICERONE - concordia ordinum e consensus omnium bonorum cordo di tutti gli ordini sociali, e sul consensus omnium bonorum, la colla- CESARE - in rotta con il Senato al contrario, un vero e proprio colpo di Stato: in rotta con il Senato, borazione di tutti i cittadini onesti. La presa del potere da parte di Cesare, Cesare compie il noto attraversamento del fiume Rubicone con l esercito e marcia verso Roma, dando cos inizio alla guerra civile e ottenendo, con la vittoria, la dittatura perpetua. Proprio per il loro rapporto con lo Stato, entrambi andranno incontro a una fine violenta: Cesare (44 a.C.) per mano di un gruppo di aristocratici repubblicani; Cicerone (43 a.C.) ucciso dai sicari di Marco Antonio, contro il quale si era scagliato, per le sue ambizioni dispotiche e antirepubblicane, nelle Philippicae. 618