LA CRISI DELLA REPUBBLICA E LE GUERRE CIVILI 2. Le opere: la storiografia come attivit politica LA SCELTA DELLA STORIOGRAFIA Sallustio presenta l attivit storiografica come la prosecuzione di un impegno politico ormai impossibile La sua visione della storia giustifica la scelta degli episodi che racconta Le sue opere sono la denuncia di una divisione in fazioni che ha indebolito la repubblica Sallustio autore di tre opere storiche. Le prime due, integralmente conservate, sono monografie, trattano cio un singolo fatto, avvenuto in un arco cronologico ristretto: il Bellum Catilinae (pi noto come De Catilinae coniuratione), sulla congiura di Catilina del 63 a.C., e il Bellum Iugurthinum (noto anche come De bello Iugurthino), sulla guerra contro Giugurta, il re di Numidia, combattuta dal 111 al 105 a.C. ( p. 202). Sallustio ha scritto anche un opera di impianto annalistico e di pi ampio respiro cronologico, le Historiae, sugli anni dal 78 al 67 a.C., ma di questo testo possediamo soltanto frammenti, bench alcuni molto estesi. Sotto il suo nome sono state tramandate anche alcune opere quasi certamente spurie (cio non autentiche): due Epistulae ad Caesarem senem de re publica ( Lettere a Cesare anziano sullo Stato ) e una Invectiva in Ciceronem ( Invettiva contro Cicerone ). La giustificazione dell attivit di storico Nei proemi alle sue due monografie ( T2 e T11), Sallustio sente il dovere di giustificare la scelta di dedicarsi alla storiografia come unica forma possibile di servizio allo Stato, in un epoca in cui la partecipazio- ne attiva alla politica resa difficile dal clima di corruzione e violenza. Per comprendere tale atteggiamento necessario ricordare che per la mentalit romana il nego- tium, ovvero la vita pubblica (il termine deriva da nec + otium, quindi letteralmente significa operosit , cio occupazione ), ha un valore maggiore dell otium ( tempo libero ), inteso come esercizio dell attivit letteraria. Per questo motivo Sallustio at- tribuisce alle sue opere il valore di prosecuzione dell impegno in politica con altri mezzi, e decide di trattare avvenimenti che sono all origine della crisi che la repub- blica sta attraversando. Da qui la scelta del genere della monografia e di due episodi gr ce loqui Tucidide e la monografia storica della storia repubblicana particolarmente significativi: la congiura di Catilina, un fatto di gravit eccezionale e senza precedenti nella storia romana, e la guerra contro Giugurta, vicenda meno recente, ma altrettanto paradigmatica di una profonda crisi della nobilt , corrotta e incapace di difendere lo Stato. In entrambe le opere lo storico insiste, in particolare, sui danni derivanti alla re- pubblica dalla divisione della societ romana in fazioni: nel De Catilinae coniuratione evidente come la lotta fra opposti partiti sia degenerata in un progetto sovversivo ( T1); nel Bellum Iugurthinum i conflitti fra aristocrazia e popolo sono strettamente legati alla scomparsa del metus hostilis ( paura del nemico ), ovvero al venir meno di quel senso di coesione che si provava di fronte a un nemico esterno, Cartagine ( T12). Il De Catilinae coniuratione L argomento Il De Catilinae coniuratione ritenuto la prima opera sallustiana, ed molto probabile che la sua composizione debba collocarsi in un periodo compreso tra il 43 e il 40 a.C. Trasmessa dai manoscritti medievali con titoli diversi, l opera ora generalmente indicata con il titolo ricavato da un espressione presente al capitolo 4: Igitur de Catilinae coniuratione, quam verissume potero, paucis absolvam, «Trat- ter dunque brevemente e il pi veracemente possibile della congiura di Catilina» (trad. P. Frassinetti). L argomento dunque il tentato colpo di Stato organizzato da Lucio Sergio Catili- na, un aristocratico romano che inizia la sua carriera politico-militare al fianco di Silla, ma che successivamente muta il suo orientamento schierandosi dalla parte della plebe contro l aristocrazia senatoria. Per tre volte Catilina si candida al consolato fallendo 624