4. La fortuna Medioevo e Umanesimo Nel Medioevo le monografie di Sallustio sono lette e commentate nelle scuole e agli inizi del Trecento vengono volgarizzate dal frate domenicano Bartolomeo di San Concordio. La prima edizione a stampa è pubblicata a Venezia nel 1470; a questa ne seguiranno altre in tutta Europa: Sallustio diviene un punto di riferimento per il pensiero politico sia italiano sia europeo. La monografia su Catilina è imitata da (1454-1494) nel , sulla congiura fiorentina dei Pazzi contro i Medici (avvenuta nel 1478). Particolarmente amato da (1469-1527), che modella su quello di Giugurta il ritratto del signore di Lucca Castruccio Castracani, Sallustio è ammirato anche da (1483-1540), autore della (1537-1540), che già nell’esordio riecheggia il proemio del e che si ispira a Sallustio per alcuni ritratti. Al di fuori d’Italia, alle opere di Sallustio si richiama, tra gli altri, l’umanista e politico inglese (Tommaso Moro, 1477/1478-1535), fondatore della moderna letteratura utopica con il romanzo eponimo ( , 1516), che secondo diversi studiosi si ispira a Sallustio (e alla di sant’Agostino) per la concezione della storia. Angelo Poliziano Commentarium Pactianae coniurationis Niccolò Machiavelli Francesco Guicciardini Storia d’Italia Bellum Iugurthinum Thomas More Utopia Città di Dio L’Età moderna In epoca moderna l’opera di Sallustio è molto presente negli scritti del filosofo inglese (1588-1679) e in quelli di (1689- 1755): il grande pensatore francese dissemina di riferimenti sallustiani il suo capolavoro (1748) e le (1734). La figura di Catilina ispira, inoltre, diverse opere teatrali: nell’Inghilterra di inizio Seicento il poeta e drammaturgo (1572-1637), tra i più importanti autori moderni di teatro, compone la tragedia (1611), mentre nella Francia di metà Settecento (1674-1762) e (1694- 1778) ne fanno il protagonista rispettivamente delle tragedie (1748) e (1752). Nel 1848 anche il drammaturgo norvegese (1828-1906) dedica a Catilina un dramma omonimo, presentando il protagonista come un idealista in conflitto con la sua stessa natura viziosa e anticipando, in tal modo, quello che sarà uno dei temi dominanti del suo teatro, il contrasto fra l’aspirazione al sublime e l’impossibilità da parte dell’essere umano di conseguirlo. Thomas Hobbes Montesquieu Lo spirito delle leggi Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza Ben Jonson La congiura di Catilina Prosper Jolyot de Crébillon Voltaire Catilina Rome sauvée, ou Catilina Henrik Ibsen Catilina ai giorni nostri Due esempi della presenza del personaggio di Catilina nella cultura italiana contemporanea sono il saggio (1996) di (n. 1943) e il dramma (2000) di . Fini interpreta le vicende storiche dalla parte dei congiurati, svalutando la figura di Cicerone e celebrando quella del protagonista: «quello di Catilina è un tentativo di rivoluzione culturale tesa al riscatto economico e sociale ma anche morale dei ceti deboli ed emarginati». Il dramma di Nardi e Scafi mette invece in scena un avvocato dei nostri giorni che si propone di riaprire il processo a Catilina, per scagionarlo dalle accuse: incontra così i protagonisti della vicenda (Cicerone, Sallustio, Cesare e Catone) e scopre i meccanismi di un sistema giudiziario il cui obiettivo sembra essere più la tutela dell’ordine costituito che la ricerca della verità. Catilina: ritratto di un uomo in rivolta Massimo Fini Il caso Catilina Lucia Nardi e Annalisa Scafi