BRANO CRITICO Lidia Storoni Mazzolani Una visione distorta di Catilina? In questo passo della sua introduzione alle opere di Sallustio, la scrittrice e traduttrice di classici Lidia Storoni Mazzolani (1911-2006) riflette sulla figura di Catilina e si chiede, in particolare, quanto la nostra visione del personaggio e delle istanze di cui si fece portatore siano condizionate dai resoconti fortemente critici che ne hanno dato Sallustio e Cicerone. Fu un evento grandioso e terribile.1 Certamente a Roma se ne parl per anni e forse i contemporanei e, due decenni pi tardi, i lettori del breve saggio di Sallustio si posero gli stessi interrogativi che ci poniamo noi dopo duemila anni: Catilina era veramente quel mostro di ferocia e depravazione che hanno descritto Cicerone e Sallustio? Qualora 5 non fosse stato ripetutamente frustrato nelle sue aspirazioni e fosse riuscito ad attuare legalmente e gradatamente i provvedimenti auspicati, specialmente quelli riguardanti situazioni particolarmente inique come quella dei debitori e i figli dei proscritti di Silla2 non sarebbe forse passato alla storia come un accorto riformatore anzich come un bieco terrorista? Era stato solo a concepire il suo piano rivoluzionario o l avevano 10 segretamente incoraggiato mandanti autorevoli, Cesare e Crasso, in odio a Pompeo? Anche i Gracchi3 dai contemporanei furono giudicati temerari promotori di riforme lesive degli interessi dei conservatori, eppure suscitano una simpatia che sempre mancata a Catilina; questi non ha avuto un biografo benevolo o almeno imparziale. Pi che un individuo singolare lo si pu definire un carattere tipologico. Si direbbe 15 che Sallustio, dimostrandosi il grande storico che , quasi non lo ritenga responsabile della propria malvagit , ma ravvisi in lui l esemplare umano naturalmente espresso da una societ corrotta (in tanta et tam corrupta civitate, Catilina ),4 spinto al delitto dal bisogno di vivere con la stessa opulenza degli altri della sua classe, incapace di reprimere i suoi istinti poich non aveva mai avuto esempi d una condotta austera, cresciuto in 20 una societ che aveva fatto della ricchezza il metro dei valori: «l importante far soldi scriver Orazio se ti riesce, onestamente; se no, con qualsiasi mezzo!».5 (L. Storoni Mazzolani, introduzione a Gaio Sallustio Crispo, La congiura di Catilina, La guerra contro Giugurta, Storie, a cura di F. Casorati, in Storici latini. Cesare, Nepote, Sallustio, Svetonio, Tacito, Newton Compton, Roma 2011, pp. 2110-2131) 1. un evento terribile: si riferisce alla congiura di Catilina. 2. debitori Silla: sono qui citati due dei problemi pi gravi del periodo: quello dei debitori, che non riuscivano a pagare il dovuto per via degli interessi eccessivamente elevati; e quello dei figli dei proscritti, che erano stati privati dei beni e dei diritti politici. 3. i Gracchi: Tiberio Sempronio Gracco (ca 162-133 a.C.) e Gaio Sempronio Gracco (ca 154-21 a.C.), i due fratelli che nella seconda met del II secolo a.C. si fecero promotori, come tribuni della plebe, di riforme economiche, politiche e sociali. 4. in tanta Catilina : in una citt tanto grande e tanto corrotta, Catilina (De Catilinae coniuratione 14). 5. «l importante mezzo»: la frase del poe ta di et augustea Quinto Orazio Flacco (Epistole I, 1, 65-66) da intendere, naturalmente, in senso ironico. Comprendere il PENSIERO CRITICO 1. In quale altro modo Catilina sarebbe potuto passare alla Storia, se non fosse stato dipinto come un «mostro di ferocia e depravazione» (r. 4)? 2. Per quale motivo l autrice del saggio individua nel Catilina di Sallustio pi un «carattere tipologico» (r. 14) che un personaggio reale? 680