DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO rapporti familiari e sociali; al contrario, si tratta della messa in scena di un rovesciamento a tempo determinato , cui succede un ritorno all ordine: le identit , le gerarchie e i rapporti di potere vengono capovolti per un breve periodo, simile a quello di una festa (come il carnevale), distinto dal tempo normale e terminato il quale si torna alla precedente consuetudine. Alla fine della commedia, la riconciliazione ristabilisce l ordine dei rapporti familiari e sociali: quell ordine pu essere interrotto solo ed esclusivamente all interno dello spazio-tempo della rappresentazione comica, un mondo a parte da non confondere con il mondo reale. Proprio per questo il rovesciamento carnevalesco, anche nel caso delle comme- die di Plauto, non da considerare come una critica o una contestazione dell ordine sociale e politico, bens come qualcosa che di quell ordine costituisce una parte integrante e che contribuisce alla sua conservazione. 3. Lo stile STILE E LINGUA Cantica e deverbia Nelle commedie di Plauto le parti recitate, dette deverbia*, si al- Plauto ricorre all alternanza di deverbia e cantica mettono agli attori di dare prova del proprio virtuosismo canoro e che costituiscono La base linguistica costituita dal sermo familiaris su cui si innestano neologismi, grecismi e arcaismi Lo stile prevalentemente paratattico ternano a quelle eseguite con accompagnamento musicale, dette cantica*, che per- una novit rispetto alla Commedia Nuova greca. Gli strumenti di accompagnamento musicale sono le tibiae (strumenti a fiato simili ai moderni flauti), per lo pi imp res, ovvero con i tubi di lunghezza diversa. I deverbia sono scritti in senari giambici, vale a dire nel metro classico generalmente usato nel teatro arcaico; per i cantica, invece, Plauto utilizza una grande variet di metri, i numeri innumeri dell epitaffio citato da Gellio ( p. 65). Questo costituisce un elemento di grande novit rispetto ai modelli greci; la critica tende a interpretarlo come un significativo aspetto della maggior importanza attribuita, nel teatro plautino, alla comicit della singola scena piuttosto che allo sviluppo gene- rale della trama: l alternanza tra parti recitate e parti cantate, con la variet di metri impiegati, determina infatti una sostanziale frammentazione della vicenda. Creativit linguistica e sermo familiaris Un elemento caratteristico del teatro plauti- no la straordinaria creativit linguistica, a partire dai nomi dei suoi personaggi. Questi sono spesso nomi parlanti , che mettono cio in evidenza alcune caratteristiche dei personaggi: per esempio Pseud lus, protagonista dell omonima commedia, si chiama cos perch abituato a mentire (dal verbo greco ps udomai); il parassita dei Menaechmi ha nome Penic lus ( Spazzola ) e lui stesso dichiara di aver l abitudine di spazzolare la tavola; il nome del protagonista del Miles gloriosus, Pyrgopolyn ces, un composto parodico di tre parole greche (p rgos, torre ; p lis, citt ; n ke, vittoria ), che mette in ridicolo la vanagloria del soldato. La base della lingua di Plauto comunque il sermo familiaris di Roma, ovvero il linguaggio della conversazione, con tutte le sue caratteristiche morfologiche, lessi- cali e sintattiche: su questa base il commediografo costruisce un edificio linguistico stupefacente, in cui tutto destinato a suscitare l ilarit degli spettatori. A questo fine il poeta inventa parole nuove (Scytholatronia T2), ricorre a grecismi (myrop la T1; sycophantia T17), ad arcaismi (come gli imperativi presenti face e dice invece di fac e dic), a diminutivi, a vezzeggiativi e non di rado a parole triviali. 76