L autore Plauto Frequenti sono le sequenze di parole recitate da un solo attore quasi senza pren- dere fiato (sono le cosiddette tirate comiche ), o le risse verbali fra due personaggi, che si scambiano fantasiose offese. Al contempo, frequentissimi sono anche gli stilemi affettivi, che, nei dialoghi, hanno lo scopo di convincere l interlocutore catturandone l attenzione attraverso vezzeggiativi (o mea vita, vita mia T4), ripetizioni (mane, mane, aspetta, aspetta! , Asinaria, v. 229) e interiezioni (hercle, per Ercole! T2). Sempre prendendo spunto dal linguaggio parlato, Plauto predilige in generale la paratassi* rispetto all ipotassi*; ricorre poi diffusamente alla frase nominale (vale a dire priva della forma verbale, come al v. 713 dell Aulularia, Quem? Quis?, dove i due pronomi interrogativi sottintendono il verbo, che si ricava da quanto precede: Tene, tene T9), mentre verbi dal significato generico, come facio e dico, sono usati al posto di termini pi specifici. 4. La fortuna La fortuna medievale Durante il Medioevo a Plauto si preferisce Terenzio, pi mi- surato nello stile e pi morale nei contenuti. Tuttavia Vitale di Blois, un chierico vissuto nel XII secolo, contribuisce in maniera significativa alla fortuna di Plauto con due commedie definite elegiache (perch composte in distici elegiaci): il Geta, ispirato all Amphitr o, e l Aulularia, ispirata al Quer lus, un adattamento tardoantico dell Aulularia plautina. Illustrazione di una scena della Cassaria di Ludovico Ariosto, fine XVIII sec. Messe in scena e volgarizzamenti: l interesse per Plauto in et umanistica La prima rappresentazione di una commedia plautina in volgare (i Menaechmi) si tiene il 25 gennaio 1486 nel cortile del Palazzo Ducale di Ferrara, ma ignoto il nome dell autore della traduzione. A Firenze nel 1488 attestata invece la prima rappresentazione dei Menaechmi in lingua originale, per cui l umanista Angelo Poliziano (1454-1494) compone un nuovo prologo ( p. 95). L influenza di Plauto sugli autori moderni In epoca moderna sono numerosi gli autori della letteratura italiana che imitano ampiamente Plauto. Tra questi Ludovico Ariosto (1474-1533): nella sua Cassaria (1508) la vicenda ruota intorno a una cassa che contiene degli oggetti a cui legata l identit di un personaggio, come la cesta della Cistellaria, mentre nei Suppositi (1509) l intreccio caratterizzato da una serie di equivoci e scambi di persona tipicamente plautini. La Clizia (1525) di Niccol Machia- velli (1469-1527) , a sua volta, un libero adattamento del- la Cas na. Pi tardi anche Carlo Goldoni (1707-1793) riprende la figura plautina del servo astuto in una delle sue commedie pi celebri, Il servitore di due padroni (1745). 77