Il contesto letterario La letteratura del principato 1. Il contesto culturale L epoca d oro di Augusto L et augustea rappresenta un momento eccezionale nella storia della cultura universale, per due ragioni: si tratta di uno dei rari periodi nei quali l arte e la letteratura hanno trovato un lezione multimediale Augusto e l impero su scuola.edulia.it equilibrio nei loro rapporti con il potere politico, riuscendo a conciliare, pur tra molte luci e ombre, la celebrazione di quest ultimo con l espressione di profonde istanze personali, etiche e civili; ha visto fiorire quasi miracolosamente, nell arco di pochi decenni, i tre pi grandi poeti latini: Virgilio, Orazio e Ovidio. Il ruolo di Augusto e il rapporto con gli intellettuali Augusto si presenta come colui che ha ristabilito finalmente la pace e, con essa, la prosperit dopo decenni di guerre civili, e insieme come colui che pu riportare Roma agli antichi costumi e ai valori originari, di contro alla corruzione morale e materiale dell Oriente (identifica- to con Antonio). A ci si aggiunge la convinzione che Roma abbia una missione civilizzatrice nei confronti dei popoli sottomessi e che l impero svolga dunque un ruolo provvidenziale. Questa immagine di Augusto, cos come i princ pi e i valori di cui si fa portatore, sono presenti nelle opere degli autori augustei, che dimostrano di condividere con il princeps gli ideali e le aspirazioni di fondo, in particolare l anelito alla pace. Al contempo, tuttavia, essi danno espressione anche all altro lato della medaglia, cio al costo in termini di rinuncia e di sofferenza che quegli ideali comportano (a partire dalla perdita della libert politica); e lo fanno concentrando l attenzione sull individuo e sui suoi sentimenti pi profondi (l amore, la sofferenza, il rapporto con il fato). L Eneide di Virgilio l esempio pi evidente di come la grande poesia augustea non sia una forma di superficiale propaganda, ma trovi anzi le sue espressioni pi alte proprio nella descrizione dei drammi e delle vicende dei singoli individui. AUGUSTO E GLI INTELLETTUALI I letterati di epoca augustea condividono e promuovono, attraverso le loro opere, gli ideali di Augusto Al contempo esprimono le sofferenze e le rinunce che il nuovo regime comporta Mecenate, Messalla e Asinio Pollione svolgono un ruolo di mediazione tra gli intellettuali e il potere D altra parte la sintonia fra gli intellettuali e il potere non sempre pacifica. Un caso esemplare quello di Ovidio, che, dopo essere stato a lungo il poeta di maggior successo a Roma, nell 8 d.C. viene mandato in esilio da Augusto, forse proprio perch una sua opera (l Ars amatoria) appariva in contrasto con i princ pi morali del regime ( pp. 339-341). Giambattista Tiepolo, Mecenate offre le belle arti all imperatore Augusto, 1743. San Pietroburgo, Museo dell Ermitage. Mecenate e gli altri patroni delle lettere Augusto realizza una politica di mecenatismo culturale che investe tutti gli ambiti artistici. Il termine mecenatismo deriva da Gaio Mecenate (ca 69-8 a.C.), il principale tramite tra i letterati e il principe. Di antichissima e nobile famiglia etrusca, dopo essere stato uno dei pi stretti consiglieri e collaboratori di Ottaviano durante le guerre civili, in seguito abbandona la politica attiva e raccoglie intorno a s un circolo letterario di cui fanno parte, tra gli altri, Virgilio, Orazio e Properzio. Accanto al circolo di Mecenate, un altro entourage di letterati e intellettuali si raccoglie intorno a Marco Valerio Messalla Corvino (64 a.C.-8 d.C.), uomo politico di spicco ma anche poeta, oratore ed erudito; del suo circolo fanno parte, tra gli altri, Tibullo e Ovidio. Importante, infine, la figura di Gaio Asinio Pollione (76 a.C.-5 d.C.), patrono del giovane Virgilio, che poi entrer nel circolo di Mecenate ( p. 59). 19