PERCORSO TEMATICO L aldil L idea di un luogo dove le anime vengono accolte dopo la morte dei corpi, e nel quale spesso sono premiati i giusti e puniti i malvagi, una costante della cultura di ogni tempo, culminata in uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale, la Commedia di Dante. Nel sesto libro dell Eneide l aldil dei pagani, visitato da Enea, trova una delle sue raffigurazioni pi alte e solenni, con alcune delle espressioni e delle immagini pi memorabili del poema virgiliano, dal dolore per le morti precoci al celebre silenzio di Didone, offesa per il tradimento di Enea. Una visione assai pi prosaica e disincantata di quello stesso aldil proposta dalla poetessa Wis awa Szymborska, che, trasponendo il grandioso affresco virgiliano in un contesto moderno e quotidiano, invita il lettore a dubitare della effettiva esistenza di una vita dopo la morte. T1 La sorte delle anime Virgilio Eneide VI, 426-444; 739-751 Nel corso del suo viaggio nelle regioni dell oltretomba, Enea ha l occasione di conoscere la sorte delle anime dei defunti, che varia a seconda del comportamento tenuto in vita e delle circostanze della morte. Ti proponiamo due passi tratti dal sesto libro dell opera virgiliana. Il primo la rassegna dei bambini morti in tenera et , che «un tetro giorno rap e sommerse nella tomba acerba» (abstulit atra dies et funere mersit acerbo: il celebre verso 429, che Giosue Carducci riprender in un sonetto in morte del figlioletto), di coloro che sono stati ingiustamente condannati a morte, dei suicidi e dei morti per amore. Il secondo brano la conclusione del discorso con cui l ombra di Anchise, padre di Enea, spiega a suo figlio che alcune anime sono destinate, dopo un ciclo di mille anni, a reincarnarsi in nuovi corpi. Subito si udirono voci e un alto vagire, piangenti anime d infanti sul limitare della soglia, che esclusi dalla dolce vita e strappati dal seno un tetro giorno rap e sommerse nella tomba acerba. 430 Accanto a loro i condannati a morte per ingiusta accusa. Queste dimore non sono assegnate senza sorteggio e senza giudice. Minosse,1 inquisitore, scuote l urna; convoca il concilio dei morti silenziosi e apprende le vite e le colpe. Poi occupano mesti i luoghi vicini gli innocenti 435 che si diedero la morte di propria mano, e in odio alla luce gettarono la vita. Quanto vorrebbero ora sopportare sopra, nel cielo, la povert e i duri affanni! La legge si oppone, e li lega l esecrabile palude dalla triste onda, e lo Stige2 trascorre e li serra nove volte. 440 Non lontano di qui si estendono in tutte le direzioni i Campi del Pianto; li chiamano con questo nome. 1. Minosse: il mitico re di Creta, divenuto dopo la morte uno dei tre giudici infernali (insieme a Radamanto ed aco). 2. Stige: uno dei fiumi dell oltretomba greco e latino. Quei sentieri appartati celano coloro che un doloroso amore consunse con struggimento crudele: intorno li copre una selva di mirto; il tormento non li abbandona neanche nella morte. 198