DALLA GUERRA CIVILE AL PRINCIPATO 2. La produzione letteraria La poesia Grazie a Virgilio, Orazio e Ovidio nel contesto di una vera e propria fioritura alla quale contribuiscono anche molti poeti di cui non abbiamo le opere o dei quali leggiamo soltanto frammenti, come Cornelio Gallo e Vario Rufo , l et augustea vede diversi generi poetici raggiungere alcune delle loro vette pi alte: la poesia pastorale (Bucoliche), didascalica (Georgiche) ed epica (Eneide) con Virgilio ( p. 56), la poesia lirica (Odi) e satirica (Satire, Epistole) con Orazio ( p. 208), l elegia (Amores, Heroides, Ars amatoria, Tristia, Epistulae ex Ponto) e il poema catalogico (Metamorfosi) con Ovidio ( p. 336), mentre esclusivamente al genere elegiaco si dedicano Tibullo ( p. 24) e Properzio ( p. 37). Prosegue, invece, il declino del teatro, nonostante i tentativi di Augusto di rilanciarne i generi come forma indiretta di propaganda e strumento di consenso: l unica eccezione significativa la tragedia Medea composta da Ovidio, andata per perduta. L eredit di Callimaco e Catullo Nel complesso i poeti augustei, pur nell enorme dif- ferenza delle loro opere, appartenenti ai generi pi disparati, condividono una co- mune eredit neoterica e, di conseguenza, un impronta alessandrina: come i poeti ellenistici in Grecia (per esempio Callimaco, 320/310-240 a.C.) e i ne teroi a Roma (per esempio Catullo, 84-54 a.C.), essi curano con particolare attenzione l elaborazione formale, facendone il punto centrale della loro poetica (spesso esplicitamente presentata all interno delle loro opere nella forma di dichiarazioni programmatiche). La poesia alessandrina e neoterica, tuttavia, si rivolgeva esclusivamente a un pubblico di letterati che fossero in grado di apprezzarne la raffinatezza, mentre la poesia augustea ambisce a parlare a un pubblico pi ampio e ad affrontare temi importanti per la vita dell individuo e della comunit : a questo si deve, da un lato, il fatto che i poeti augustei si dedichino anche a generi che gli alessandrini e i ne teroi avevano evitato, in particolare il poema epico (l Eneide, in dodici libri), o comunque a narrazioni di ampie proporzioni (le Metamorfosi, in quindici); dall altro, e in parallelo, il recupero, accanto ai modelli alessandrini (Teocri- to per le Bucoliche), dei poeti greci dell et arcaica: Esiodo per le Georgiche, Omero per l Eneide, i lirici (soprattutto Saffo e Alceo) per le Odi di Orazio. L elegia Nell et augustea si colloca per intero la parabola dell elegia la- tina d amore, uno dei generi poetici pi importanti e influenti anche sulle letterature moderne: essa nasce, infatti, con Corne- lio Gallo (che nelle vesti di uomo politico stato anche stretto collaboratore di Augusto), assume la fisionomia pi caratteristica con Tibullo e Properzio, attivi entrambi nei decenni centrali della seconda met del I secolo a.C. (grosso modo tra il 30 e il 15 a.C.), e si compie con Ovidio, che proprio da Augusto sarebbe stato mandato in esilio nell 8 d.C. William-Adolphe Bouguereau, Elegia. Dolore d amore, 1899. Collezione privata. 20