Vita dopo la morte La reincarnazione Alla concezione di un aldil dove le anime soggiornano dopo la morte si contrappone quella della loro continua reincarnazione in corpi sempre nuovi. Sin dall antichit sono state numerose le culture e le religioni a credere in tale fenomeno, che trova un illustrazione particolarmente suggestiva ed efficace nel discorso che Ovidio fa pronunciare al filosofo Pitagora nel quindicesimo libro delle Metamorfosi. Ma che cosa succederebbe se, invece che riguardare tutti gli esseri umani, la trasmigrazione dell anima in corpi sempre nuovi riguardasse una sola persona? A questa domanda d idealmente risposta, in chiave fantastica, il romanzo Ogni giorno di David Levithan. T3 Tutto si trasforma, nulla perisce Ovidio Metamorfosi XV, 165-175; 453-462 All inizio dell ultimo libro delle Metamorfosi Ovidio d la parola al filosofo Pitagora, che espone quella che nella sua concezione la sorte delle anime dopo la morte: reincarnarsi in un nuovo corpo, spesso quello di un animale. Da tale idea Pitagora ricava, sul piano pratico, la necessit di non cibarsi della carne degli animali, perch essi potrebbero ospitare l anima di un nostro parente o di un nostro amico, o comunque di un altro essere umano. Sul piano teorico, la dottrina della metempsicosi (cio la trasmigrazione dell anima in un altro corpo dopo la morte) un aspetto della pi generale concezione pitagorica e ovidiana del costante mutare di tutte le cose (omnia mutantur, nihil interit), e quindi anche della nostra anima, che non destinata a morire insieme al corpo, ma, appunto, ad assumere una nuova forma. Tutto si trasforma, nulla perisce. Lo spirito vaga e da l viene qui e da l va qui e s infila in qualsiasi corpo, e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, e mai si consuma. E come la cera duttile si plasma in figura nuove e non rimane com era prima e non conserva le stesse forme, e tuttavia sempre cera , cos secon5 do la mia dottrina l anima sempre la stessa ma trasmigra in varie figure. Dunque, perch il dovuto rispetto non sia sopraffatto dall ingordigia del ventre, evitate questo il mio insegnamento di espellere con empio assassinio le anime altrui, sorelle delle vostre, e il sangue non si nutra di sangue. [ ] Ma per non galoppare troppo dimenticando la meta, il cielo e tutto ci che esi- 10 ste sotto il cielo cambia di forme, e cos la terra e tutto ci che esiste sulla terra, e cos anche noi, che siamo parte del mondo, poich non siamo soltanto corpi ma anche anime svolazzanti e possiamo andare a dimorare dentro bestie selvatiche e nasconderci in corpi di animali domestici. Lasciamo tranquilli e intatti corpi che potrebbero ospitare anime di genitori o di fratelli o di persone a noi legate da qual- 15 che vincolo, o comunque di esseri umani, e non ingozziamoci di pietanze del tipo di quelle di Tieste!1 (trad. P. Bernardini Marzolla) 1. pietanze Tieste: riferimento al mito dei fratelli Atreo e Tieste, la cui rivalit per il trono di Argo era culminata nel pasto durante il quale Atreo aveva imbandito a Tieste le carni dei suoi figli. 201