L autore Orazio 1. La vita La giovinezza fra Venosa e Roma La maggior parte delle notizie che possediamo su Orazio proviene dall opera stessa del poeta. Su alcuni eventi della sua vita ci informa inoltre una biografia, trasmessa da alcuni manoscritti di Orazio, che riproduce con video La vita di Orazio adattamenti la vita oraziana del perduto De poetis di Svetonio ( p. 212). Quinto Orazio Flacco nasce l 8 dicembre del 65 a.C. a Venosa, piccolo centro al confine tra Lucania e Apulia, oggi in provincia di Potenza, in Basilicata. Qui Orazio frequenta le lezioni di un oscuro maestro di nome Flavio. Il padre, per , nonostante le ristrettezze economiche derivanti dalla sua condizione di liberto (cio di schiavo affrancato T6), aspira ad assicurare a Orazio una formazione meno provinciale e un futuro migliore. cos che decide di trasferirsi con il figlio a Roma, dove esercita il mestiere di coactor argentarius, cio di mediatore finanziario nelle vendite all asta. L educazione di Orazio viene affidata a Orbilio, uno dei pi rinomati maestri del tem po, che ricorreva spesso alle nerbate per motivare i suoi allievi e per questo viene detto plagosus ( manesco ) da Orazio (Epistole II, 1, 70). Gli studi ad Atene e l esperienza militare Intorno ai vent anni, la formazione di Ora zio prosegue ad Atene, meta culturale comune nel percorso di studi dei giovani ap partenenti ai ceti pi alti e blasonati. In questo periodo egli si accosta alla filosofia e alla poesia greca, stringendo amicizia con figure illustri del tempo, come Valerio Messalla ( p. 19) e il figlio di Cicerone. Ad Atene si trova anche Marco Giunio Bruto, il quale era stato, con Gaio Longino Cassio, l anima della fazione repubblicana che ave va messo in atto l uccisione di Cesare alle Idi di marzo del 44 a.C. In Grecia Bruto co mincia a riorganizzare le forze militari contro i cesariani ed subito celebrato come un eroe dai giovani romani che si trovano ad Atene. Anche Orazio frequenta Bruto, che lo apprezza per le doti intellettuali e per la lealt alla causa repubblicana. cos che il poeta ottiene ben presto la carica di tribunus militum (uno degli ufficiali che comandavano, a rotazione, una legione), generalmente riservata ai membri dell ordi ORAZIO Nasce a Venosa l 8 dicembre del 65 a.C. da padre liberto Si trasferisce con il padre a Roma e viene educato dal maestro Orbilio Prosegue gli studi ad Atene, dove fraternizza con Bruto e Cassio e la causa repubblicana, ma cade in disgrazia dopo la battaglia di Filippi (42 a.C.) Grazie a un amnistia fa ritorno a Roma ed entra nel circolo di Mecenate Nel 17 a.C. diventa poeta ufficiale del principato Muore il 27 novembre dell 8 a.C. ne equestre. Agli studi Orazio unisce quindi un fattivo impegno per la causa repub- blicana. Ma la battaglia decisiva, combattuta a Filippi, in Macedonia, nel 42 a.C., si conclude con la vittoria dei cesariani e con il suicidio di Bruto e Cassio: Orazio cade in disgrazia, non solo per l improvvisa perdita delle amicizie pi influenti, ma anche perch , nel frattempo, morto il padre e il podere di Venosa andato perduto, forse confiscato dai triumviri (come accaduto ai possedimenti di Virgilio p. 59) e asse gnato ai veterani della battaglia di Filippi. Il rientro a Roma e il sodalizio con Mecenate Grazie a un amnistia Orazio fa ritorno a Roma, trovando impiego come scriba quaestorius, cio come dipendente statale addetto alla redazione di documenti e alla contabilit . In questo periodo inizia a fre plus Il circolo di Messalla su myDbook.it quentare i circoli culturali della citt , legati a Messalla e ad Asinio Pollione ( p. 19). A Roma conosce Virgilio ( p. 59) e Vario, poeti allora gi noti, per intercessione dei quali ottiene un primo incontro con Mecenate nel 38 a.C. Tuttavia devono trascorrere altri nove mesi prima che l illustre consigliere di Ottaviano inviti Orazio a far parte del suo circolo culturale (Satire I, 6, 61-62 T6). il principio di un sodalizio che va oltre i confini dei rapporti clientelari. Se vero, infatti, che Orazio svolge mansioni tipiche di un cliens, accompagnando il suo patronus in alcune missioni diplomatiche (nel 37 a.C. a Brindisi, nel 36 a.C. in Sicilia), la loro amicizia tale che a un certo punto Mecenate, 211