L autore Orazio 3. Lo stile Il dominio stilistico sulla realt All universo caleidoscopico dei personaggi e delle situazioni che affollano l opera di Orazio corrisponde uno stile espressionistico, ta lora patetico, nelle energiche e audaci invettive degli Ep di; un sermo parlato e si mulatamente spontaneo nei rapidi schizzi e nei gustosi quadretti mimici delle Satire e delle Epistole; una scrittura pi misurata, limpida ed elegante nelle Odi. In questa variet ricca e cangiante (poikil a) si colgono le tappe di una maturazione stilistica verso la misura e la rinuncia a tutto ci che poteva risultare superfluo . Questa ricer ca di un equilibrato dominio sulla parola rispecchia l aspirazione a un dominio sui sentimenti e sulle passioni. STILE Si caratterizza per la poikil a, la variet Evolve e matura nel passaggio da un opera all altra Rispecchia i princ pi dell aurea mediocr tas La variet degli Ep di Negli Ep di Orazio sperimenta sia una pi accentuata variet di livelli stilistici, conformemente all eterogeneit degli argomenti trattati (eros, guerra, politica), sia una forma di scrittura pi immediata e coloristica. Si pensi ai numerosi inizi ex abrupto con frasi interrogative (At o deorum quidquid tumultus? aut quid truces?, 5, 1); alla ridondanza aggettivale, lontana dalla leziosit dei poe- tae novi; al conio di neologismi, come alcuni lemmi con la preposizione in- (in m ri, 5, 34); alla parodia lessicale, come l uso di arcaismi epicheggianti (Achill i, 17, 14; Ulix i, 16, 60). Di questo espressionismo risentono anche le strutture metriche adot tate negli ep di, ove spesso parole piuttosto lunghe realizzano pi unit ritmiche (metra), al fine di suscitare dolore o paura. Il sermo delle Satire e delle Epistole Il sostrato formale delle Satire, come osserva lo stesso Orazio (satira I, 4, 39-42) tendenzialmente prosastico, come lo era lo stile di Lucilio: il sermo, infatti, doveva riprodurre il parlato e apparire quanto pi vivo e dinamico possibile. Di Lucilio, per , Orazio corregge e regolarizza la farraginosa trascuratezza con l urban tas e con un attento labor limae di stampo callimacheo. Nel simulare con equilibrio il parlato, lo stile delle Satire si carica sovente di elementi popolari , soprattutto in ambito lessicale: Orazio preferisce, per esempio, ambulare a ire, lassus a fessus, plorare a flere; indulge spesso ai diminutivi (parv lus, asellus, vill la, auric la); ricorre a una morfologia meno canonica (plus per formare il com parativo e multum per il superlativo; forme di perfetto in - runt). Tratti di parlato si individuano anche nel rapporto fra sintassi e verso, che Orazio tende a spezzare con i numerosi enjambement*, dotati spesso di una funzione espres siva, specie se contribuiscono a produrre la parodia dell pos. La patina popolare del sermo bilanciata da una ricercatezza stilistica innovati- va rispetto ai precedenti rappresentanti della satira. Nelle Epistole la simulazione del parlato si fa pi attenuata. Caratteristico l e sordio di alcune epistole, definito da Antonio La Penna «diversivo»: Orazio apre la lettera con argomenti non direttamente legati al tema principale, ma riguardanti la vita privata del poeta; attenua la comicit , connotata adesso da considerazioni pi mature che scurrili o parodiche; innalza il tono didascalico e protreptico (cio esor tativo), sia per il pathos con cui sono affrontate certe questioni morali, sia per la deferenza mostrata verso i nobili destinatari. 233