DALLA GUERRA CIVILE AL PRINCIPATO 3. Gli autori Tibullo La vita video Perch leggere Tibullo Tutto ci che sappiamo della vita di Albio Tibullo quanto si legge in una biografia antica, trasmessa insieme alle sue opere in alcuni manoscritti e derivata probabilmente dalla sezione sui poeti (De poetis) del De viris illustribus di Svetonio (storico e biografo di et imperiale). A questa fonte si aggiunge ci che si ricava dalle sue TIBULLO Nasce tra il 55 e il 50 a.C. nel Lazio rurale elegie e ci che scrivono di lui i poeti suoi contemporanei: Domizio Marso (autore di una raccolta di epigrammi intitolata Cicuta e membro probabilmente del circolo di Mecenate), Orazio e Ovidio. Il circolo di Messalla Tibullo nasce forse tra il 55 e il 50 a.C. nel Lazio rurale (si pensa Appartiene al circolo di Messalla alle cittadine di Gabii o di Pedum) in un agiata famiglia del ceto equestre. Si lega per Pubblica il primo libro di elegie attorno al 25 a.C. in un circolo che si affianca e, in parte, si contrappone a quello di Mecenate. Tibullo Muore prematuramente tra il 19 e il 18 a.C., prima di aver completato il suo secondo libro di elegie tutta la vita in un rapporto di amicizia e protezione a Marco Valerio Messalla Corvino, attorno al quale, come abbiamo visto ( p. 19), si raccolgono molti poeti, tra cui Ovidio, accompagna Messalla in alcune spedizioni militari: la missione in Aquitania (30 a.C.), che nel 27 a.C. vale al generale l onore del trionfo (celebrato dal poeta nell elegia I, 7), e un altra in Oriente, che per il poeta deve abbandonare a causa di una malattia (come racconta nell elegia I, 3 T2). La produzione e la morte prematura Intorno al 25 a.C. Tibullo pubblica il primo libro delle elegie (iniziato probabilmente gi qualche anno prima), grosso modo nello stesso periodo nel quale viene pubblicato anche il primo libro dell altro grande poeta ele- giaco latino, Properzio. Molto probabilmente Tibullo sta ancora lavorando al secondo (assai pi breve e verosimilmente incompiuto) quando muore, poco tempo dopo Vir- lezione multimediale Tibullo su scuola.edulia.it VIVA VOX gilio e quindi alla fine del 19 o nei primi mesi del 18 a.C., di una morte certamente prematura. La scomparsa di Tibullo colpisce molto i contemporanei: a essa dedicano dei versi Domizio Marso (un epigramma) e Ovidio (l elegia III, 9 degli Amores p. 342). L EPISTOLA POETICA DI ORAZIO A TIBULLO Orazio offre un famosissimo ritratto dell amico poeta nell epistola I, 4, scritta tra il 23 e il 20 a.C. Se ne ricava l impressione di un uomo che conduce un esistenza appartata e incline alla malinconia, dedita soprattutto alla composizione poetica e alla meditazione filosofica. Albio, giudice schietto delle mie satire,1 che penser mai che tu faccia ora nella regione pedana?2 che tu scriva versi, da oscurare i volumi di Cassio Parmense?3 o che in silenzio ti apra a 1. giudice schietto delle mie satire: Tibullo aveva probabilmente dato un giudizio sincero sull opera di Orazio, le Satire. 2. regione pedana: cio di Pedum, antica citt del Lazio. 3. Cassio Parmense: uno dei congiurati uccisori di Cesare e autore di tragedie ed elegie di cui non rimasta traccia. 24 stento la via tra le selve salubri, meditando ci che s addice all uomo savio e onesto? Tu non sei gi un corpo senza intelletto. Gli d i ti hanno concesso la bellezza, gli d i le ricchezze e l arte di goderne. Che pu implorar di pi per il suo caro pargolo l affettuosa nutrice? Che abbia senno, e sappia esprimer ci che sente, e che gli tocchino d avanzo la benevolenza, la reputazione, la salute, con la buona tavola e la scarsella4 piena. Fra le speranze e le ansie, fra i timori e gli sdegni, tu fa conto che ogni giorno che spunta sia l ultimo per te: sopravverr gradita l ora che non si attende. Se vuoi farti buon sangue, vieni a visitarmi, e mi troverai grasso e netto, con la pelle ben tirata, come un porcello del gregge di Epicuro. (trad. D. Bo, con adattamenti) 4. scarsella: borsello per il denaro.