PERCORSO TEMATICO L altrove immaginario dell utopia Una delle funzioni pi frequenti del pensiero dell altrove quella di creare un alternativa immaginaria a una situazione di disagio e sofferenza, o comunque negativa, che pu riguardare la propria condizione individuale oppure quella della societ in cui ci si trova a vivere, e dalla quale si prova a evadere immaginando, appunto, un altrove caratterizzato, viceversa, in modo esclusivamente positivo. Si pu parlare dunque, in questi casi, di utopia : un utopia che pu essere collettiva, come nel caso delle isole dei beati che Orazio vagheggia per rifugiarsi dai drammi delle guerre civili; oppure privata, come la spiaggia sull Oceano Pacifico sognata da un carcerato nel racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank di Stephen King. T1 Le isole dei beati Orazio Ep di 16, vv. 41-66 Nel sedicesimo epodo, dopo aver preannunciato la rovina di Roma a causa della prosecuzione delle guerre civili (siamo nel 39 o 38 a.C.), Orazio invita la parte migliore dei suoi concittadini a fuggire e a rifugiarsi nelle leggendarie «isole dei beati», un luogo miracoloso nel quale la terra produce frutti senza che alcuno la coltivi, il bestiame viene spontaneamente alla mungitura, non vi sono pericoli, n malattie, n guasti provocati dal cattivo tempo: una vera e propria utopia, che «ben s inquadra in un periodo di forte crisi dello Stato, in cui sempre pi vive e pressanti divenivano [...] le speranze di miracolose palingenesi» (P. Fedeli). Nel proiettare questi miracolosi prodigi nelle remote isole dei beati infatti Orazio esprime, un atteggiamento di radicale pessimismo e di condanna senza appello nei confronti della societ e della politica a lui contemporanee. Ci attende l Oceano che fluttua intorno a tutto: raggiungiamo i campi beati, i campi e le isole ubertose, dove il suolo non arato produce ogni anno il grano e la vite fiorisce di continuo non potata 45 e germogliano i rami dell olivo senza mai deludere e i fichi scuri adornano la pianta, il miele stilla dai fori dei lecci, dalle cime dei monti precipita leggera e fluisce l acqua gorgogliando. L , le capre accorrono senza richiamo alla mungitura, 50 il gregge porge amorevole le poppe turgide, n alla sera gli orsi ululano intorno all ovile, n la terra si gonfia per le vipere al suo interno; nessun contagio colpisce il bestiame, la potenza sfrenata di nessun astro infuria e riarde il gregge. 55 Altri portenti vedremo felici: come lo scirocco piovoso non rada i campi con piogge torrenziali, n i semi rigogliosi brucino nelle zolle secche, poich il re dei Celesti equilibra i due estremi. Non verso l si diresse la nave di Argo1 remeggiando 326 1. la nave di Argo: secondo il mito la nave Argo, che trasportava Gi sone e gli Argonauti alla ricerca del vello d oro, era stata la prima imbarcazione a solcare il mare: una prima navigazione che aveva segnato, secondo alcune versioni, la fine dell et dell oro.