PERCORSO TEMATICO L altrove etnografico La suggestione dell altrove anche quella che investe il viaggiatore quando si trova in un Paese molto diverso dal proprio ed colpito e affascinato dal senso di estraneit che esso evoca ai suoi occhi, vuoi per la natura fantastica e soprannaturale che propria della terra visitata e che suscita nei nuovi arrivati una curiosit spesso morbosa (come nel caso del protagonista delle Metamorfosi di Apuleio), vuoi per gli usi e costumi differenti che caratterizzano le persone con le quali si viene a contatto nel nuovo posto e che suscitano, invece, un senso di ammirazione e di rispetto (come nel caso del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapu ci ski). T5 Un altrove onirico e inquietante Apuleio Metamorfosi II, 1-2, 1 Nel romanzo intitolato Metamorfosi (ma conosciuto anche come L asino d oro) Apuleio (ca 125-180 d.C.) racconta la storia di Lucio, un giovane di origini greche che da Roma si reca a Hypata, in Tessaglia, per affari. La Tessaglia era nota come la culla degli incantesimi e dell arte della magia e Lucio, incuriosito e attratto dalle pratiche magiche, finisce per venire trasformato per errore in un asino: una trasformazione dalla quale riuscir a tornare indietro, dopo infinite peripezie, soltanto nel finale del romanzo. In questo brano descritto il primo giorno del giovane Lucio in un posto per lui nuovo, che ansioso di scoprire e che gli si presenta, in modo quasi allucinatorio, come un luogo nel quale ogni cosa pervasa dal soprannaturale, come se un incantesimo avesse trasformato tutto in qualcos altro. Il sole del giorno dopo aveva solo da poco scacciato la notte e riportato la luce, che io ero gi venuto fuori dal mondo dei sogni e dal letto al tempo stesso, un po perch io sono sempre ansioso e terribilmente eccitato all idea di poter conoscere cose mai viste e straordinarie, e inoltre perch pensavo che mi trovavo in piena Tessaglia, la 5 terra che a detta di tutto il mondo la culla degli incantesimi e dell arte della magia: anche quella storiella di quel mio bravo compagno di viaggio, Aristomene, aveva avuto luogo proprio l , in quella citt ,1 e perci io, stando come sospeso tra l attesa e il desiderio di qualcosa, me ne andavo in giro scrutando tutto con curiosit . E cos non c era niente che io vedessi in quella citt , che mi sembrasse essere ci che in 10 effetti era: mi pareva invece che tutte le cose, ma proprio tutte, fossero state mutate in un altra forma da un qualche lugubre sussurro e perci , ad esempio, che i sassi in cui inciampavo fossero degli uomini cambiati in pietra, e che gli uccelli che sentivo fossero uomini che allo stesso modo si erano ricoperti di penne, e gli alberi che circondavano il pomerio,2 ugualmente, uomini che avevano messo le foglie, e che le 15 acque delle fontane scaturissero in realt da corpi di uomini. Ero arrivato al punto 1. anche quella storiella citt : si riferisce al racconto di un viandante che, insieme a un suo ex commilitone, era stato vittima dell assalto di una strega e, a differenza del suo amico, era riuscito a fuggire e dunque a sopravvivere. Nonostante il carattere macabro e spa- 332 ventoso della vicenda, anch essa finisce per stimolare la curiosit di Lucio per le pratiche magiche. 2. pomerio: il pomerio era lo spazio di terreno sacro e libero da costruzioni che correva lungo le mura della citt .