L autore Ovidio 1. La vita La giovinezza Publio Ovidio Nasone nasce a Sulmona, nell attuale Abruzzo, il 20 marzo del 43 a.C.; di famiglia equestre, frequenta a Roma le migliori scuole di retorica per svolgere la professione di avvocato e seguire la carriera politica. Di ritorno da un soggiorno di istruzione in Grecia, comincia effettivamente a ricoprire alcune cariche pubbliche, ma decide ben presto di abbandonare quel tipo di carriera e perseguire la propria vera vocazione, quella letteraria: entra nel circolo di Messalla Corvino ( p. 19) e stringe amicizia con i pi importanti poeti e letterati del tempo. In questi primi anni, grosso modo tra il 20 a.C. e il 2 d.C., compone tutte le opere di argomento specificamente amoroso: le elegie raccolte nei tre libri degli Amores; le prime quindici Heroides (lettere che si immaginano scritte dalle eroine del mito ai rispettivi mariti, amanti o innamorati); l Ars amatoria, poema erotico-didattico (una sorta di manuale di corteggiamento) in tre libri, seguito dai Remedia amoris (che insegnano, viceversa, a liberarsi dall amore) e da un manuale di cosmetica (i Medicamina faciei femineae); la Medea, una tragedia purtroppo andata perduta (cos come altre opere minori). La maturit Il periodo successivo, coronato da un successo ormai diffuso e da una Luca Signorelli, Ovidio, 1499-1502. Orvieto, Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta, Cappella Nova o di San Brizio. vita privata anch essa assai felice (con la terza moglie, Fabia), vede la composizione, tra il 2 e l 8 d.C., dei due poemi di maggiore impegno: i Fasti, che in dodici libri do- vevano illustrare le feste e i riti del calendario romano (ma ne sono stati scritti sol- tanto i primi sei), e soprattutto le Metamorfosi, poema in quindici libri che racconta la storia del mondo sotto forma di una lunga serie di miti di trasformazione. A questo periodo risale probabilmente anche la stesura delle Heroides doppie (epistole 16-21), tre coppie di lettere che si scambiano altrettante coppie di innamorati. L esilio Nell 8 d.C. Ovidio viene colpito da un decreto di relegatio ( confino ) che lo costringe ad abbandonare Roma e a recarsi a vivere, per il resto della sua esistenza, a Tomi (l odierna Costanza), sul mar Nero, anticamente denominato Ponto Eusino ( mare ospitale , chiamato cos , secondo la leggenda, dopo il passaggio degli Argonauti; dal latino pontus, mare , e dal greco eu, bene e x nos, straniero ). Non si tratta di un vero e proprio exilium ( esilio ), che prevedeva la perdita della cittadinanza Le ragioni dell esilio Ovidio afferma che uno dei due motivi che hanno indotto Augusto a mandarlo in esilio stata l Ars amatoria; gli studiosi, per , sono sempre rimasti perplessi rispetto a questa dichiarazione, considerata la distanza temporale tra i due eventi: il poema era stato pubblicato intorno all 1 d.C., mentre il provvedimento dell 8 d.C. davvero credibile che una punizione cos severa possa essere arrivata con sette anni di ritardo? Nel 2017, in occasione del bimillenario della morte del poeta, stata pubblicata una nuova epigrafe che risolve, forse, l enigma: si fa infatti riferimento a una nuova, pi restrittiva legge sui matrimoni che Augusto stava cercando di far approvare proprio in quegli anni, tra il 5 e il 9 d.C., e che comprendeva, tra le altre cose, provvedimenti pi severi nei confronti degli adulteri. In questo contesto, si spiega certamente meglio il castigo inflitto all autore di un opera come l Ars amatoria, nella quale l infedelt sembrava venire, viceversa, di fatto incoraggiata. 339