L autore Ovidio e dei beni, ma comunque una pena estremamente pesante. Secondo quanto scrive lo stesso poeta, le cause di questa terribile punizione sarebbero due, un carmen e un error: il carme l Ars amatoria, opera che, nel proporre una visione assai libertaria delle relazioni amorose, sarebbe stata in forte contrasto con la politica moralizzatri- ce perseguita da Augusto soprattutto nella seconda fase del suo lungo regno; l errore , che Ovidio lascia nel vago, sembra da identificare nel fatto che il poeta possa aver visto o saputo qualcosa di compromettente (forse un adulterio di Giulia Minore, la nipote di Augusto?) senza rivelarlo a chi di dovere. Gli studiosi si sono interrogati a lungo su queste spiegazioni e su possibili cause alternative, senza giungere, tuttavia, ad alcuna certezza. Nei lunghi e terribili anni di esilio (il termine si pu senz altro usare in senso lato, come fa del resto lo stesso Ovidio nelle sue opere), il poeta compone i cinque libri dei Tristia, elegie di contenuto autobiografico interamente dedicate alla vita in esilio, i quattro delle Epistulae ex Ponto, lettere, anch esse in distici elegiaci, inviate ad amici, parenti (tra cui la moglie) e anche a nemici, e l Ibis, una lunga invettiva poetica indirizzata contro uno di questi ultimi. Secondo san Girolamo Ovidio sarebbe morto, in esilio, nel 17 d.C., ma il fatto che in alcuni passi il poeta faccia riferimento ad avvenimenti verificatisi a Roma verso la fine di quell anno (in un epoca nella quale le notizie potevano impiegare settimane o anche mesi prima di arrivare in un posto sperduto come Tomi) induce gli studiosi a sospettare che in realt la data della morte sia da spostare in avanti almeno all anno OVIDIO Nasce a Sulmona nel 43 a.C. da famiglia equestre Studia a Roma per diventare avvocato e intraprende la carriera politica Entra nel circolo di Messalla per seguire la vocazione letteraria Tra il 20 a.C. e il 2 d.C. compone le opere di tema amoroso, tra il 2 e l 8 d.C. si dedica ai due poemi maggiori A partire dall 8 d.C. si trova a Tomi in esilio forzato, per ragioni non chiare Muore a Tomi tra il 17 e il 18 d.C. successivo. 2. La poesia d amore Amores lezione multimediale Ovidio: la poesia elegiaca, erotico-didascalica su scuola.edulia.it L esordio nell elegia Ovidio esordisce come poeta elegiaco intorno al 20 a.C. Le sue elegie ci sono giunte in una raccolta intitolata Amores, che ne comprende quaranta- nove, divise in tre libri; in un epigramma introduttivo il poeta presenta per quest opera come una seconda edizione, ridotta, di una raccolta originariamente pi ampia, in cinque libri («Noi, opera di Nasone, che eravamo prima cinque libri, siamo ridotti a tre; a quella stesura, l autore ha preferito questa. Se ora, o lettore, non provi nessun piacere a leggerci, almeno, tolti due libri, ti sar minore il disagio», trad. A. Della Casa). Gli studiosi ritengono che la pubblicazione della prima edizione possa essere collocata qualche anno dopo il 20 a.C., mentre quella della seconda potrebbe essere avvenuta intorno all 1 d.C. La leggerezza dell ironia Le elegie di Ovidio si ricollegano a quelle di Tibullo e Properzio ( pp. 24-51) per il tema generale, l amore, ma anche per l estensione (che varia da un minimo di 18 versi a un massimo di 114) e per il metro, il distico elegiaco. Se ne distanziano nettamente, invece, per il tono leggero e scherzoso e per la costante ironia e autoironia con la quale sono affrontati quegli stessi argomenti che nei due autori precedenti erano proposti quasi sempre con toni patetici o anche drammatici: il rapporto conflittuale con la donna amata (Ovidio la chiama Corinna, dal nome di una poetessa greca vissuta tra il VI e il V secolo a.C.), la difficolt degli incontri clandestini, la gelosia e i litigi e cos via. 341