L autore Ovidio 5. Lo stile La metrica Per l estrema regolarit ed eleganza del suo modo di comporre versi, Ovi- STILE coli successivi e fino all epoca moderna. Dal punto di vista metrico, innanzitutto, I versi di Ovidio sono fluidi, regolari, musicali dio si affermato come il modello pi importante di versificazione latina nei sesono evitate quasi sempre tutte quelle particolarit che possono variare e, in qualche modo, spezzare il regolare fluire dei versi dattilici: il risultato una piacevole regolarit che per non diviene mai monotona o ripetitiva. Questo aspetto amplificato nelle opere composte in distici elegiaci, nelle quali il succedersi delle unit metriche, quasi sempre coincidenti con unit sintattiche, rende il ritmo ancor pi cadenzato; ma anche nelle Metamorfosi, dove il rapporto tra metrica e sintassi pi movimentato, la versificazione rimane, comunque, estremamente fluida e musicale. La lingua Nel lessico Ovidio si mostra un poeta risolutamente moderno: da una par- te perch evita termini arcaici, rimasti nella lingua poetica dopo che erano stati usati Il lessico ovidiano moderno; frequente l introduzione di nuovi vocaboli e costrutti Influenzato dalla formazione retorica, Ovidio ricorre spesso a tecniche e meccanismi dell ars oratoria dai primi poeti e impiegati ancora, pochi anni prima, da Virgilio; dall altra perch introduce in poesia termini e costrutti sintattici che ne erano in precedenza esclusi, o addirittura conia termini nuovi (soprattutto composti oppure formazioni con suffisso: per esempio aurig na, nato dall oro ; semisepultus, semisepolto ; resonabilis, risonante ; floril gus, che raccoglie fiori ecc.). Le scelte formali Ci che rende estremamente brillante lo stile di Ovidio l elabo- razione retorica che pervade la sua poesia e nella quale si riflette la sua formazione nell arte oratoria. Frequentissimi sono i concettismi e i giochi di parole, la cifra sti- listica forse pi caratteristica di Ovidio; ma l influsso dell eloquenza si avverte anche nella costruzione del componimento, che spesso sviluppa un tema in base ai dettami della precettistica retorica. Nell uso sistematico e spesso virtuosistico della retorica non da vedere un limi- te, quanto il ricorso a un tipo di linguaggio, che Ovidio usa peraltro in modo estre- mamente personale, adattandolo ai diversi temi e ai diversi contesti della sua poesia: dal lusus degli amori giovanili al dramma dell esilio. Le critiche degli antichi sono istruttive sotto questo punto di vista: non accusano Ovidio di insincerit ma, piuttosto, di eccesso di arte. Seneca Retore (suo contemporaneo) e Quintiliano (seconda met del I secolo d.C.), per esempio, rimproverano Ovidio in quanto nimium amator ingenii sui, troppo amante del proprio ingegno (Quintiliano, Institutio oratoria X, 1, 88), e incapace di frenare il proprio talento: nescit quod bene cessit relinquere, non sa abbandonare ci che gli riuscito bene , cio continua ad aggiungere e a ripetersi (Seneca Retore, Controversiae IX, 5, 1). 6. La fortuna Il Medioevo Immensa la fortuna di Ovidio nel Medioevo, e in particolare nei secoli XII e XIII, che sono stati definiti dal filologo tedesco Ludwig Traube (1861-1907) come aetas Ovidiana, a seguire le aetates rispettivamente Vergiliana (VIII-IX secolo) e Horatiana (X-XI secolo). Le Metamorfosi sono il principale repertorio di miti pagani al quale attingono tutti i principali poeti e scrittori, da Dante (1265-1321) all inglese 355