PALESTRA DELLE COMPETENZE VERSO L ESAME VERSO L ESAME TIPOLOGIA A ANALISI E INTERPRETAZIONE DI UN TESTO LETTERARIO T22 Aracne tratto da Metamorfosi VI, 134-145 latino italiano Ai vv. 1-145 del sesto libro delle Metamorfosi narrata la storia di Aracne, tessitrice straor dinariamente abile che sfida Minerva (chiamata Pallade nel testo) a competere con lei; ma la dea, irritata dal soggetto raffigurato dalla rivale le colpe amorose degli d i, mentre lei ne aveva rappresentato la maest e le vendette verso chi aveva osato sfidarli e dalla perfezione della sua opera, distrugge quest ultima e colpisce la stessa Aracne, che per la disperazione corre a impiccarsi: Pallade allora la trasforma, per compassione, in un ragno. Presentiamo la conclusione dell episodio, in cui descritta la metamorfosi della protagonista. Metro: esametri N n t l t nf l x | l qu que n m s l g v t Non tulit infelix laqueoque animosa ligavit 135 guttura; pendentem Pallas miserata levavit atque ita «Vive quidem, pende tamen, inproba» dixit, «lexque eadem poenae, ne sis secura futuri, dicta tuo generi serisque nepotibus esto!». Post ea discedens sucis Hecateidos herbae 140 sparsit, et extemplo tristi medicamine tactae defluxere comae, cum quis et naris et aures, fitque caput minimum, toto quoque corpore parva est; in latere ex les digiti pro cruribus haerent, cetera venter habet, de quo tamen illa remittit 145 stamen et antiquas exercet aranea telas. L infelice non resse, e con coraggio appese il collo al cappio, ma Pallade ebbe piet e la sorresse, sospesa in aria, e le disse, «Vivi, ma penzola, sciagurata! e perch tu non sia tranquilla in futuro, la stessa pena sia pronunciata per la tua razza e i tardi nipoti». Ci detto, andandosene la spruzz coi succhi di erbe infernali e immediatamente, toccati dal filtro terribile, sparirono i capelli, le orecchie e il naso, il capo divenne minuscolo, e piccolo tutto il corpo, ai fianchi pendono esili dita al posto di gambe; il resto tutto ventre, e dal ventre peraltro torna a emettere il filo, e da ragno lavora, come un tempo, le tele. (trad. G. Paduano) 437