percorso tematico Riti e tradizioni LE FONTI Con i Fasti Ovidio ci ha lasciato il pi importante repertorio delle festivit che scandiscono il calendario romano: una vera e propria miniera di informazioni, anche se sfortunatamente limitata ai primi sei mesi dell anno, corrispondenti ai sei libri che il poeta riusc a scrivere prima dell esilio. Ma i Fasti non sono certo l unica fonte di cui disponiamo per la religione romana: altri poeti, come per esempio Tibullo e Properzio, colleghi di Ovidio in quanto autori elegiaci, ma anche l Orazio lirico, hanno descritto nel dettaglio riti e tradizioni alle quali hanno assistito o partecipato di persona, mentre molte altre informazioni ci sono offerte dalla letteratura erudita e antiquaria in prosa, comprendente per lo pi opere tarde ma estremamente importanti come i Saturnalia, un ampia opera in sette libri, in forma di dialogo, composta da Macrobio, attivo quasi certamente nella prima met del V secolo d.C. LE CERIMONIE IN TEMPO DI PACE Nei Fasti Ovidio parla soprattutto di ricorrenze pubbliche, riguardanti l intera comunit (o, in alcuni casi, una parte di essa), e proprie di un tempo di pace. L autore 446 vive infatti in piena epoca augustea, quando la stabilizzazione realizzata e imposta dal princeps all interno dello Stato romano e il tentativo, bench non sempre coronato da successo, di pacificare le regioni ai confini dell impero diffondono la percezione di vivere ormai in un epoca di pace e di prosperit : in questo contesto la celebrazione annuale dei riti conferma e rafforza la consapevolezza di stabilit e il senso di appartenenza alla comunit . L esempio forse pi importante rappresentato dai Ludi Saeculares, che ogni 110 anni circa celebravano la fine del vecchio saeculum e l inizio del nuovo: Augusto li celebra nel 17 a.C., e grazie al Carmen Saeculare composto per l occasione da Orazio abbiamo l opportunit di assistere quasi di persona alle celebrazioni di tale ricorrenza. E IN TEMPO DI GUERRA Nella storia di Roma, tuttavia, riveste enorme importanza la dimensione del conflitto bellico con gli altri popoli. Anche in questo ambito la ritualit gioca un ruolo tutt altro che secondario, con una serie di pratiche di carattere sostanzialmente magico tese a favorire la vittoria in guerra e la sconfitta del nemico.