PERCORSO TEMATICO Riti di pace In ogni epoca e in ogni cultura la celebrazione delle ricorrenze festive serve a rafforzare i legami sociali, consolidare l identit collettiva e dare senso al trascorrere del tempo, scandendo le fasi dell esistenza: attraverso gesti simbolici e tradizioni condivise, gli individui riconoscono la continuit con la storia della propria comunit , rafforzando la loro appartenenza a essa. Il rito pu avere carattere eccezionale, come i Ludi Saeculares cantati da Orazio, che aprono una nuova era di pace e di prosperit , oppure carattere ricorrente, come la Festa del Nuovo Igname descritta dal romanziere nigeriano Chinua Achebe. Non cambia, per , il senso profondo, che quello, appunto, di riconoscersi in una comunit solidale e di dare senso al presente inserendolo all interno di una tradizione che crea un legame tra passato e futuro. T1 Un rito di rinnovamento Orazio Carmen Saeculare, 1-24 Nel 17 a.C. Augusto indice i Ludi Saeculares, un ciclo di solenni festivit tese a celebrare l inizio di un nuovo saeculum (periodo di 110 anni secondo il calcolo etrusco) destinato a realizzare un era di pace, prosperit e rinnovamento. La festa, che dura tre notti e tre giorni (fra la notte del 31 maggio e la mattina del 3 giugno), conclusa dall esecuzione, da parte di un coro di ragazze e ragazzi, di un carme di preghiera ad Apollo e Diana scritto per l occasione da Orazio. Te ne proponiamo l inizio, nel quale, dopo l invocazione iniziale alle divinit , il poeta si concentra sulle riforme volute da Augusto per incentivare le nascite, in vista, appunto, della nuova epoca che si sta aprendo e nella quale ai drammi delle guerre interne ed esterne si sostituir , nell auspicio del poeta, l eterno dominio di Roma sul mondo ormai pacificato. O Febo1 e Diana, signora delle selve, splendido onor del cielo, o venerandi e venerati sempre, esaudite quanto v imploriamo in questi giorni sacri 5 in cui prescrissero i versi sibillini che scelte vergini e fanciulli casti canto levassero a chi i sette colli ebbe sempre a caro.2 Sole fecondo che schiudi e celi il giorno, 10 che nasci sempre uguale e sempre nuovo, 1. Febo: epiteto di Apollo, invocato qui insieme alla sorella Diana. Le due divinit rappresentavano anche, rispettivamente, il Sole e la Luna. 2. in cui prescrissero a caro: i libri sibillini erano libri di oracoli che erano stati venduti, secondo la tradizione, dalla profetessa Si- 448 billa a Tarquinio il Superbo. Augusto li aveva affidati a un collegio di quindici sacerdoti i quindecemviri sacris faciundis incaricati di custodirli, leggerli e interpretarli. Tra le prescrizioni in essi contenute compariva quella per la quale, durante i Ludi Saeculares, un coro di ventisette fanciulli e ventisette fan- ciulle, tutti casti (vale a dire non contaminati dalla morte di un genitore), avrebbe dovuto innalzare un canto agli d i protettori di Roma (a chi i sette colli ebbe sempre a caro). Tale notizia, che si ricava indirettamente dal testo di Orazio, fornita in forma esplicita da fonti assai pi tarde.