Riti e tradizioni Riti di guerra In tempo di guerra la celebrazione di riti tesa, naturalmente, a propiziare la propria vittoria e la distruzione del nemico. Si tratta di pratiche rituali connotate in senso magico: il potere delle formule deve indurre le divinit a compiere determinati gesti in favore di colui che le invoca e consentirne, cos , la vittoria in guerra. una pratica trasversale alle varie epoche e alle diverse culture: dai riti di evocatio e devotio messi in atto dai Romani nell assedio delle citt nemiche alla moderna letteratura di genere, rappresentata qui dalla graphic novel Bone di Jeff Smith. T3 Formule propiziatorie Macrobio Saturnalia III, 9, 7-12 Nei Saturnali, opera in cui sono discussi argomenti di ambito letterario e antiquario, l erudito Macrobio (V secolo d.C.) riporta le formule con cui i Romani, durante l assedio di una citt nemica, prima ne evocavano gli d i protettori per indurli ad abbandonarla (evocatio), e poi le divinit infere, affinch incutessero terrore ai suoi abitanti e li condannassero alla disfatta (devotio). Se v un dio o una dea sotto la cui protezione si trova il popolo e lo stato cartaginese,1 e te soprattutto che accogliesti sotto la tua protezione questa citt e questo popolo, io prego e venero, e vi chiedo questa grazia: abbandonate il popolo e lo stato cartaginese, lasciate i loro luoghi, templi, riti e citt , allontanatevi da essi e 5 incutete al popolo e allo stato timore, paura, oblio, e venite propizi a Roma da me e dai miei, e i nostri luoghi, templi, riti e citt siano a voi pi graditi e cari, e siate propizi a me, al popolo romano e ai miei soldati. Se farete ci in modo che sappiamo e comprendiamo, vi prometto in voto templi e giochi. [ ] O padre Dite, Veiove, Mani,2 o con qualsiasi altro nome sia lecito nominarvi, riempite di fuga, di paura 10 e di terrore tutti, la citt di Cartagine e l esercito, che io intendo dire, e quelli che porteranno armi e dardi contro le nostre legioni e il nostro esercito, portate via con voi quell esercito, quei nemici e quegli uomini, le loro citt e i loro campi e quelli che abitano in questi luoghi e regioni, nei campi e nelle citt , privateli della luce del sole, e cos l esercito nemico, le citt e i campi di coloro che io intendo dire, e voi 15 considerate maledette e a voi consacrate quelle citt e quei campi, le persone e le generazioni, secondo le leggi e i casi per cui soprattutto son maledetti i nemici. Io li do e li consacro in voto come sostituti per me, per la mia persona e la mia carica, per il popolo romano, per il nostro esercito e le nostre legioni, affinch lasciate sani e salvi me, la mia persona e il mio comando, le nostre legioni e il nostro esercito 20 impegnati in questa impresa. Se farete ci in modo che io sappia, intenda e capisca, allora chiunque far questo voto, dovunque lo faccia, sar valido se compiuto con tre pecore nere. Te, madre Terra, e te, Giove, prendo a testimoni. (trad. N. Marinone) 1. il popolo cartaginese: il testo citato da Macrobio quello pronunciato in occasione dell assedio di Cartagine durante la terza guerra punica (149-146 a.C.). 2. Dite Mani: Dite (o Plutone) il dio degli Inferi. Veiove un antica divinit romana identificata come il Giove infernale. I Mani sono le anime dei morti. 451