L autore Livio 4. La fortuna Il Medioevo Nel Medioevo, a causa della sua enorme estensione, il testo di Livio circola soprattutto in forma di epitomi e riassunti, e questo determina la perdita di numerose parti dell opera, tra cui, come abbiamo visto ( p. 462), intere decadi. L autorevolezza dello storico rimane, comunque, assai grande, come dimostrano, per esempio, le numerose citazioni presenti in Dante (1265-1321), che nell Inferno (XXVIII, 12) lo definisce «Livio [ ] che non erra». Un operazione di carattere filologico compie invece Francesco Petrarca (1304- 1374), riunendo per la prima volta in un solo codice le decadi superstiti, correggen- done il testo con le sue congetture o collazionando altri manoscritti: l edizione petrarchesca ha grande fortuna, tanto da rappresentare una vera e propria riscoperta di Livio. Petrarca inoltre si serve dello storico anche come fonte del suo poema in latino Africa, incentrato sulla figura di Scipione Africano. L Umanesimo e Machiavelli In epoca umanistica Livio diviene un vero e proprio punto di riferimento e persino un oggetto di culto per intellettuali, eruditi e soprattutto storici. Livio costituisce il modello di Leonardo Bruni (1370-1444) e Poggio Bracciolini (1380-1459), entrambi autori di opere storiche sulla Repubblica fiorentina, in prosecuzione l una dell altra. , inoltre, l autore pi amato, studiato e utilizzato da Niccol Machiavelli (1469-1527), che ne commenta i primi dieci libri nei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, la sua opera pi importante insieme al Principe. Nella speranza che un giorno l Italia si sarebbe costituita in uno Stato unitario indipendente, Machiavelli individua la migliore forma di governo in quella repubblicana fondata sulla libert , su leggi condivise, sulla virt civica e sui buoni costumi: l esempio proprio quello fornito dalla Repubblica romana. Il teatro e le arti figurative Livio costituisce la fonte principale per molti dei pi famosi episodi della storia romana (soprattutto in relazione ai primi secoli e alla seconda guerra punica). Da lui traggono ispirazione alcuni dei grandi drammatur- ghi e poeti dei secoli XVI e XVII: oltre al poemetto Lo stupro di Lucrezia di William Shakespeare (1564-1616), sono da ricordare la tragedia Orazia di Pietro Aretino (1492-1556), che prende spunto dalla vicenda della sfortunata sorella dei tre Orazi coinvolti nel duello con i Curiazi, e l Horace e la Sophonisbe del drammaturgo fran- cese Pierre Corneille (1606-1684). Sofonisba, la nobile cartaginese, figlia di Asdru- bale, che prefer suicidarsi con il veleno piuttosto che essere consegnata ai Romani come bottino di guerra, la protagonista anche di un omonimo dramma (1789) di Vittorio Alfieri (1749-1803). Gli Orazi e i Curiazi tornano invece nel dramma omonimo (1934) del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht (1898-1956): si tratta di uno dei suoi drammi didattici , che vogliono cio insegnare qualcosa, proponendo, nello specchio di episodi del passato, una riflessione sulla societ contemporanea e sui modi nei quali possibile cambiarla. Molti degli episodi narrati da Livio, come per esempio quello del ratto delle Sabine o quello di Lucrezia, hanno ricevuto inoltre trasposizioni nelle arti figurative. Cele- bri sono opere come Le Sabine di Jacques-Louis David (1748-1825), autore anche di un grande dipinto sugli Orazi e i Curiazi, Tarquinio e Lucrezia di Tiziano (1488/14901576), la Lucrezia del Parmigianino (1503-1540) e quella di Guido Reni (1575-1642). 469